Perché essere contenti del record di presenze turistiche a Napoli

In questo ponte che collega la festa della Repubblica alla domenica di elezioni, è stato fatto notare che a Napoli e dintorni le camere d’albergo sono quasi tutte esaurite, più che in tutte le altre città d’arte italiane. Perché è un bene.

“Ancora una volta Napoli batte tutte le altre città italiane per presenze turistiche”. Lo scrive il sindaco della città, Luigi de Magistris, su Facebook. Facendo la ricerca di una camera doppia su un motore di ricerca alberghiero europeo per il ponte dal 2 al 5 giugno tra le quattro principali città d’arte italiane, Napoli, Roma, Venezia e Firenze, Napoli è quella con la maggior percentuale di camere occupate.

I dati di Federalberghi confermano il sold out di Napoli

Nei giorni precedenti al ponte è divenuto impossibile trovare camere d’albergo libere per le notti del 3 e del 4 giugno. Lo scrive Federalberghi Napoli in un comunicato con il quale il presidente Antonio Izzo afferma trionfante: “Napoli torna capitale del turismo”.

 

I turisti che stanno godendosi Napoli in questi giorni di sold out arrivano anche e soprattutto da Paesi stranieri. Sono in maggioranza francesi quando vengono dall’Europa, in maggioranza statunitensi se dagli altri continenti. La loro presenza è spalmata su tutta la città, su tutte le strutture alberghiere, in qualsiasi quartiere siano. A fronte dei 6 milioni di turisti che Federalberghi annuncia in tutto il Paese per questi giorni, a Napoli ne sono giunti quanti la città può fisicamente ospitarne: 12 mila al giorno.

 

“Siamo – fa notare orgogliosamente il sindaco de Magistris – addirittura al 91% di camere occupate per una permanenza di 3 notti contro l’82% di Venezia, il 79% di Firenze e il 77% di Roma; città che solo cinque anni fa avevano numeri di più del doppio superiori ai nostri ora sono stabilmente dietro”. “Il merito – afferma de Magistris – è di tutti i napoletani che hanno creduto al fatto che Napoli potesse tornare a essere una capitale internazionale del turismo, famosa nel mondo non per le foto della munnezza, situazione alla quale ci avevano portato le precedenti amministrazioni nazionali, regionali e locali, ma per le sue straordinarie bellezze, storiche, artistiche, monumentali e naturali”.

Napoli e la cronaca

Negli scorsi anni, o forse decenni, Napoli e la Campania sono stati flagellati da notizie di cronaca orripilanti, che avrebbero potuto mettere in ginocchio l’intera economia regionale. L’hanno fatto con molte aziende. Ma l’industria turistica sta sopravvivendo, ed ecco perché, da italiani, possiamo gioirne.

 

Perché rimaniamo in Italia. Invece che affannarci a prevedere rotte transcontinentali, molti italiani hanno scelto viaggi molto più brevi, più economici, più efficienti. Molti stranieri, anche.

 

Perché la camorra, la terra dei fuochi, le ecoballe, l’indecisione sulle aree dismesse come quella di Bagnoli hanno scalfito sì l’immagine della Campania, ma a quanto pare solo marginalmente, perché la natura, il mare e la pizza hanno più potere di convincimento di un articolo di giornale, evidentemente.

 

Perché l’indotto si avvantaggia di un’offerta ospitale e affascinante, ammiccante ed economica. L’idea delle gabbie salariali era barbara, ma è innegabile che si possono trovare angoli di autenticità a prezzo bassissimo. E che ce ne si può vantare.

La pizza a Napoli
In cerca di autenticità a Napoli, ma non a caro prezzo.

 

Perché le notizie dell’inquinamento sono reali, ma le contromisure che sia il privato che il pubblico stanno prendendo sono molto interessanti, coraggiose, degne di menzione. Per esempio, l’Izs Campania ha avviato supplementi di indagini sanitarie sui prodotti agricoli coltivati in Campania, anche intorno alle zone che risultavano interessate al seppellimento di rifiuti nocivi, in modo da poter certificare la loro assoluta salubrità. È il primo passo per risanare la terra dei fuochi. Immaginiamo ad esempio che una persona decida di acquistare prodotti campani: trova esposti in negozio una busta di mozzarella di bufala campana, una busta di insalata, una vaschetta di pomodori, salumi, formaggi, prodotti ortofrutticoli. Ebbene, basterà che punti il cellulare sulla confezione del prodotto, sul quale spicca un Qr code a forma della Regione Campania e gli comparirà una schermata che descrive la tracciabilità del prodotto in questione, gli esami più recenti e una serie di informazioni che servono a dare sicurezza. Un eccellente esempio per tentare di vincere la diffidenza diffusa sull’agroalimentare campano, recuperando una fiducia che si basa su dati ufficiali, tranquillizza il consumatore, restituisce dignità al territorio.

Il turismo è il nostro petrolio

“Il turismo – conclude de Magistris – è il nostro petrolio, vuol dire lavoro per i giovani della nostra città che in questo modo possono avere una scelta, possono non cadere nelle tentazioni della criminalità e possono rimanere a Napoli senza essere costretti ad emigrare”.

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