A Strasburgo approvata una risoluzione che adeguerebbe la definizione di violenza sessuale a quella della Convenzione di Istanbul. L’Italia a che punto è?
Un gruppo di filantropi provenienti da quattro paesi diversi ha donato ottanta milioni di dollari per la salvaguardia dei felini e del loro habitat.
Tigri, leoni, giaguari, leopardi, ghepardi, leopardi delle nevi e puma. Un tempo questi mammiferi dominavano giungle, savane e montagne con il loro passo felpato e l’elusività tipica dei felini, in grado di scomparire come fantasmi. Oggi rischiano di scomparire davvero.
Negli ultimi 20 anni, secondo la Iucn, l’Unione internazionale per la conservazione della natura, il numero di leoni si è ridotto del 30 per cento, le tigri sono passate dalle 50mila di mezzo secolo fa alle 3.200 attuali, meno di quante ne siano state trovate in cattività negli Stati Uniti, i leopardi che vivono attualmente in natura sono 50mila mentre di ghepardi adulti che sfrecciano nella savana ne rimangono solo 10mila. Cattive notizie anche per il leopardo delle nevi di cui si contano solamente 5mila esemplari.
Un gruppo di filantropi provenienti da Cina, India, Emirati Arabi e Stati Uniti ha stretto un’alleanza per salvaguardare questi animali finanziando Panthera, la principale organizzazione per la conservazione dei grandi felini e del loro habitat. Quest’alleanza senza precedenti è riuscita a raccogliere ottanta milioni di dollari che per dieci anni serviranno a preservare questi mammiferi a rischio estinzione. «L’accordo raggiunto segna un punto di svolta per la conservazione mondiale dei felini – ha dichiarato Thomas Kaplan, fondatore di Panthera – è l’inizio di un percorso che coinvolgerà diversi paesi uniti da una causa comune».
«La nostra alleanza è aperta a tutti – spiega Alan Rabinowitz di Panthera – e stiamo invitando persone provenienti da ogni angolo del mondo ad unirsi alla nostra coalizione. È ancora possibile garantire il futuro a questi animali e ai loro ecosistemi e preservarli per le generazioni che verranno». In tutto il mondo i grandi felini devono affrontare diverse minacce come la deforestazione, la perdita di habitat, la riduzione del numero di prede e il bracconaggio. I cacciatori inoltre “amano” particolarmente questi animali, leoni e tigri sono infatti i trofei di caccia più ambiti.
Come tutti gli animali al vertice della catena alimentare i grandi felini ricoprono un ruolo cruciale nel mantenimento del delicato equilibrio degli ecosistemi di cui fanno parte. Panthera impiegherà i fondi raccolti in progetti pluriennali per tutelare 38 specie di felini selvatici, con un focus particolare su tigri, leoni, giaguari, leopardi delle nevi, ghepardi, leopardi nebulosi, puma e leopardi.
Siamo anche su WhatsApp. Segui il canale ufficiale LifeGate per restare aggiornata, aggiornato sulle ultime notizie e sulle nostre attività.
![]()
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.
A Strasburgo approvata una risoluzione che adeguerebbe la definizione di violenza sessuale a quella della Convenzione di Istanbul. L’Italia a che punto è?
Il Pnr è stato posto in consultazione pubblica dai ministeri di Ambiente e Agricoltura e dall’Ispra. Si tratta di un documento atteso da decenni.
Energy2act è il progetto che crea un modello di transizione energetica, a partire dalle comunità di quartiere.
Dal 24 al 29 aprile, la Colombia ospita la prima Conferenza internazionale della società civile per l’abbandono dei combustibili fossili: l’Italia c’è.
Situazione in miglioramento, con criticità persistenti in pianura padana, Valle del Sacco, Campania. Ma le nuove direttive obbligano a fare ancora meglio.
Il fenomeno che ha coinvolto il Molise, con forti ripercussioni anche in Puglia, era noto da tempo. Secondo i geologi si sarebbe potuto intervenire.
L’esposizione alle microplastiche ridurrebbe la fertilità. Anche se, ora, un documentario e un’esperta dimostrano che è un processo reversibile.
Dal 28 marzo c’è allarme in Abruzzo, si rischia un nuovo caso Niscemi: gli esperti parlano di “paleofrana”. Sullo sfondo lacune non locali ma nazionali.
Con il decreto Bollette slitta la dismissione definitiva, che doveva arrivare già a fine 2025: ecco come si è arrivati alla situazione di oggi.