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A che punto siamo con l’inquinamento da polveri sottili in Lombardia e a Torino e quali sono i provvedimenti in vigore contro lo smog.
Le centraline della rete di monitoraggio della qualità dell’aria di Arpa Lombardia continuano a lanciare segnali chiari e inequivocabili, registrando valori di pm10 superiori ai 50 microgrammi per metro cubo (microg/m3) praticamente in tutta la regione. La prima soglia di attivazione del Protocollo per l’attuazione di misure temporanee per il miglioramento della qualità dell’aria è stata, pertanto, superata per tredici giorni consecutivi nella provincia di Brescia, per dodici in quella di Cremona, dieci nelle province di Bergamo, Lodi, Milano, Monza e Brianza, Pavia, due in quella di Mantova, una giorno nelle province di Como, Lecco e Varese. Solo a Sondrio, il valore di pm10 si è fermato sotto la soglia, pari a 49 microgrammi.
La seconda soglia del protocollo, che si attesta a 70 microg/m3, è stata invece superata per nove giorni consecutivi in provincia di Monza e Brianza e, per il primo giorno, in quella di Como. Secondo le previsioni del Servizio meteorologico di Arpa, fino a domani le condizioni atmosferiche si manterranno non favorevoli alla dispersione degli inquinanti, mentre da giovedì è previsto l’arrivo di aria fredda e ventilazione moderata.
A Torino, invece, scatta mercoledì 14 dicembre il blocco dei veicoli privati diesel Euro 3, dalle 8 alle 19 festivi compresi, e dalle 8.30 alle 14 e dalle 16 alle 19 per il trasporto merci per cercare di ridurre l’inquinamento. Il provvedimento è stato preso dal comune in base al protocollo regionale antismog che prevede lo stop ai veicoli diesel euro 3 al superamento dei 50 mg/m3 per più di sette giorni consecutivi. Per i veicoli Euro 0, 1 e 2, invece, il blocco viene esteso dalle 8 alle 19 e non dalle 9 alle 17 come previsto in un primo momento. Il blocco viene revocato in caso di sciopero dei mezzi pubblici e, dunque, non sarà in vigore venerdì.
Illustrando le misure antismog adottate dalla città di Torino, le assessore comunali all’Ambiente e ai Trasporti, Stefania Giannuzzi e Maria Lapietra, hanno parlato di “un vero stato di emergenza”. Dunque anche le misure prese sono “emergenziali e ci permettono di risolvere il problema in modo temporaneo”.
L’ordinanza adottata oggi sarà in vigore fino al 15 aprile e le varie misure scatteranno automaticamente ogni volta che verrà raggiunta una delle quattro soglie previste dal protocollo regionale per interrompersi quando il livello di inquinanti torna sotto la soglia critica. Si va dal giallo al rosso vivo che prevede il blocco di tutti i veicoli dopo 3 giorni di sforamento consecutivo dei 180 microg/m3 di pm10. Inoltre negli edifici pubblici ai livelli giallo e arancio il riscaldamento dovrà essere abbassato rispettivamente di uno e due gradi o ridotta l’accensione di una o due ore. Dall’amministrazione torinese arriva poi un appello agli altri grandi comuni dell’area metropolitana ad aderire al protocollo. Finora, compresa Torino, sono sei quelli che lo hanno fatto.
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