La Cop17 si è chiusa con un accordo per accelerare la protezione della natura e un rapporto che mostra i progressi di ripristino, ma i finanziamenti restano insufficienti.
Da quest’estate negli stabilimenti balneari della Toscana sarà vietata la distribuzione di piatti, posate, bicchieri e cannucce di plastica.
Mentre si festeggia perché il Consiglio dei ministri dell’Unione europea ha approvato la direttiva che mette al bando la plastica monouso a partire dal 2021, arriva la notizia che presto le coste della Toscana saranno più pulite. Entro l’estate la Regione firmerà, d’accordo con gli stabilimenti balneari, un’ordinanza che vieterà la distribuzione sulle spiagge di piatti, bicchieri, posate e cannucce di plastica, da sostituire con alternative in materiali biodegradabili o compostabili. Il mancato rispetto della norma comporterà delle sanzioni, l’importo delle quali non è ancora stato fissato.
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900 stabilimenti toscani si uniscono così a quelli pugliesi, alle isole di Lampedusa e Linosa nella lotta per un mare libero dai rifiuti. Rimangono da abolire le bottigliette di plastica: “Per ora c’è una sola azienda in Italia a produrle in materiale ecologico”, spiega l’assessore all’Ambiente della Toscana, Vittorio Bugli. “Confidiamo che la situazione possa cambiare entro il 2020”.
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Contemporaneamente nella sua regione sono previste campagne di sensibilizzazione che spingano i bagnanti a non abbandonare i mozziconi di sigarette sulla sabbia, nella speranza che i Comuni intervengano per vietare il fumo sotto gli ombrelloni.
Sappiamo che delle 731 tonnellate di plastica che finiscono ogni giorno nel Mediterraneo, 90 provengono dall’Italia. Non vediamo l’ora dell’estate non solo per andare al mare, ma soprattutto per vederlo tornare a vivere.
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