Ansia da autonomia, la cura è l’elettrica Opel Ampera-e. L’abbiamo guidata in anteprima

Thomas Franke, dottorando in psicologia presso la Technische Universität Chemnitz, in Germania, ha dimostrato come il peggior nemico per la diffusione delle auto elettriche sia “l’ansia da autonomia”. Un male di cui soffrirebbero, a detta del costruttore californiano Tesla, gran parte degli automobilisti americani, in linea di principio propensi ad acquistare una vettura a batteria,

Thomas Franke, dottorando in psicologia presso la Technische Universität Chemnitz, in Germania, ha dimostrato come il peggior nemico per la diffusione delle auto elettriche sia “l’ansia da autonomia”. Un male di cui soffrirebbero, a detta del costruttore californiano Tesla, gran parte degli automobilisti americani, in linea di principio propensi ad acquistare una vettura a batteria, ma preoccupati dal rischio di non poter rifornire il proprio veicolo con la stessa facilità garantita dalle tradizionali stazioni di servizio. Per ogni ansia, però, esistono una serie di rimedi, a partire dalla respirazione yogica, passando per l’aromaterapia sino ad arrivare, in questo caso, alla… nuova Opel Ampera-e. La monovolume a zero emissioni tedesca promette di cambiare le regole del gioco della mobilità sostenibile.

 

Opel Ampera-e
La Ampera-e è una monovolume dalle dimensioni compatte, lunga 4,16 metri. Le sedute sono moderatamente rialzate, in stile SUV, complice la presenza delle batterie sotto l’abitacolo

La Ampera-e sconfigge l’ansia da autonomia

Gran parte degli automobilisti non rifiuta l’idea di convertirsi alla propulsione elettrica, ma teme di dover sudare le proverbiali sette camicie per attingere alla rete di ricarica. Indipendentemente dal fatto che sul mercato vi siano già dei modelli con un’autonomia reale di almeno 200 chilometri, e che le esigenze di mobilità quotidiane non eccedano, nella stragrande maggioranza dei casi, i 50 chilometri, la chiave per convincere gli indecisi a rivolgersi all’auto a batteria sembra essere, in attesa di una capillare diffusione delle stazioni di ricarica, la garanzia di un’autonomia extra large. Una strada che il costruttore tedesco Opel, recentemente acquisito dal Gruppo francese PSA, già proprietario dei brand Peugeot, Citroën e DS, percorre con decisione grazie alla citata Ampera-e. Una vettura che promette di far invecchiare gran parte delle rivali grazie a un’autonomia dichiarata di 520 chilometri nel ciclo di omologazione Nedc, che diventano 380 nella marcia ordinaria, vale a dire a climatizzatore attivo e con qualsiasi condizione climatica.

 

Opel Ampera-e
La Ampera-e nasce da un progetto specifico. Non si tratta dell’adattamento di un’auto tradizionale alla propulsione elettrica. Una caratteristica che consente di proteggere le batterie inserendole nel pianale e di adottare sia acciai altoresistenziali, a tutto vantaggio della sicurezza, sia l’alluminio per il cofano anteriore, le portiere e il portellone, così da contenere le masse

380 chilometri reali a ogni ricarica

Parafrasando Huysmans con il celebre romanzo “À rebours” (dal francese “controcorrente”, o “a ritroso”) per una volta andiamo al contrario e partiamo dal fondo. Sono credibili i 380 chilometri reali di autonomia? Ebbene sì. La svolta è compiuta. Abbiamo avuto modo di provare la Ampera-e in Norvegia, nei dintorni dell’elettrificata Oslo, in condizioni non ideali per la resa delle batterie. Vale a dire con temperature prossime agli 0°C, nevischio, percorsi collinari interrotti da lunghi tratti autostradali (circa 60 chilometri) e una condotta brillante al volante. Percorrendo senza difficoltà 199,5 chilometri e parcheggiando la nostra vettura con un’autonomia residua di 107 chilometri (126 potenziali). Dati che lasciano immaginare come, con un clima più mite, un percorso più convenzionale e uno stile di guida accorto, la soglia dei 380 chilometri sia tutt’altro che una chimera.

 

cruscotto
Ecco ciò che riportava la strumentazione di bordo al termine della nostra prova, realizzata con temperature prossime allo zero e decine di chilometri d’autostrada. Questi, nello specifico, hanno inciso negativamente sul consumo d’energia, pari a 17,3 kWh ogni cento chilometri

La Ampera-e è comoda per cinque persone

La Opel Ampera-e, oltre che per l’autonomia da riferimento, rompe gli schemi anche quanto ad abitabilità e concretezza. Al momento, pochi altri modelli a batteria possono vantare uno spazio a bordo tanto generoso a livello sia del guidatore e del passeggero anteriore, sia degli occupanti dei sedili posteriori. Nemmeno i soggetti di statura superiore alla media hanno di che lamentarsi, dato che all’ampia mobilità delle gambe si aggiunge l’assenza d’indesiderati contatti tra capo e padiglione della vettura. La Ampera-e è una monovolume a tutti gli effetti, con cinque posti veri, a dimostrazione di come la propulsione elettrica possa sposare la praticità. Difficile crederci? Basti pensare al divanetto, frazionabile 40/60, e al vano di carico, dotato di un capiente sottofondo oltre che caratterizzato da una capacità compresa tra 381 e 1.274 litri. Valori superiori a una berlina media tradizionale come la Opel Astra e non troppo distanti dalla monovolume Opel Meriva, alimentata a benzina, gasolio o Gpl.

 

Opel Ampera-e
Luci e ombre quanto alla cura delle finiture in abitacolo. A materiali di qualità si affiancano particolari sin troppo spartani quali il cassettino portaoggetti dinanzi al passeggero anteriore e le leve per la regolazione dei sedili

Per Ampera-e tutti i vantaggi della mobilità elettrica

A un’abitabilità da riferimento e prestazioni degne di nota – può contare su 204 cv – la Ampera-e abbina tutti i vantaggi tipici della mobilità elettrica. La ciliegina sulla torta della praticità. La carta d’identità della monovolume tedesca, oltre a una dotazione completa, anzi completissima, e a una guida tutt’altro che mortificante, prevede voci quali l’economia d’esercizio superiore a un modello tradizionale, la piena compatibilità ambientale, il libero accesso alle ZTL, ad esempio l’Area C di Milano, la gratuità della sosta sulle strisce blu e l’esenzione dal bollo per cinque anni su tutto il territorio nazionale (a vita in Lombardia e Piemonte). E ancora, sconti assicurativi sino al 50 per cento e una manutenzione più economica di qualsiasi auto dotata di un motore termico.

 

Opel Ampera-e
Il motore elettrico di Ampera-e funge anche da generatore, dato che in rilascio e in frenata recupera energia, restituendo carica alle batterie

La “vecchia” Ampera era un’elettrica ad autonomia estesa

Non confondetela con il precedente modello. La prima generazione della Opel Ampera era infatti una berlina, gemella dell’americana Chevrolet Volt, caratterizzata sì dalla propulsione elettrica, ma “ad autonomia estesa”. Si trattava, in sostanza, di un’auto ibrida con un sistema in serie anziché in parallelo; quindi con il motore a zero emissioni interposto tra il propulsore termico (a benzina) e la trasmissione in modo tale che questa fosse sempre azionata dall’unità alimentata a batteria. Una soluzione ingegnosa che ha portato la prima Ampera a essere l’EV (electric vehicle) più venduto nel 2012. Ora tutto cambia, dato che la nuova Ampera-e è una monovolume, questa volta parente della Chevrolet Bolt, dotata di un unico motore. Un’unità elettrica al 100 per cento, così da ridurre al minimo le emissioni e chiudere definitivamente la porta in faccia ai combustibili fossili.

 

OpelAmpera-001
La prima generazione di Opel Ampera

Un duro colpo per il “club dei 300 chilometri”

520 chilometri di autonomia nel ciclo d’omologazione Nedc e 380 chilometri reali di percorrenza a ogni ricarica non sono tanti… sono tantissimi. Almeno allo stato attuale della tecnica, dato che sino ad ora, Tesla esclusa, i 300 chilometri Nedc erano considerati lo standard d’eccellenza. Uno standard cui si conformano, ad esempio, la compatta Bmw i3 94h e la recentemente rinnovata berlina media Volkswagen e-Golf, accreditata di 200 chilometri reali, mentre la Renault Zoe si spinge sino a 400 chilometri Nedc optando per le batterie da 41 kWh, e la best seller – è il modello a zero emissioni più venduto al mondo – Nissan Leaf non va oltre i 250 chilometri. Hyundai Ioniq Electric si attesta invece a 270 chilometri. Modelli rivali che, fatta eccezione per la Ioniq e la Leaf, sono oltretutto caratterizzati da dimensioni più compatte della Ampera-e e da un’abitabilità inferiore.

 

Opel Ampera-e
Le batterie a celle piatte della Ampera-e sono prodotte in partnership con la coreana LG Chem e raffreddate a liquido, così da garantire la massima resa ed efficienza

Batterie al litio da 60 kWh

Il “segreto” della monovolume tedesca sono le batterie. La Ampera-e adotta infatti accumulatori agli ioni di litio da 60 kWh. Un valore degno di nota, al punto da risultare in linea con quanto appannaggio della versione d’ingresso della gamma Tesla. La Model S 60, forte di 300 cv e di un’autonomia di 400 chilometri, è però proposta a un prezzo, in Italia, di ben 84.600 euro. Tutt’altro che popolare. La Ampera-e, pur adottando un pacco batterie dalla potenza analoga oltre che da riferimento nel panorama delle EV, risulta decisamente più accessibile, costando meno della metà dell’elettrica californiana. Per tornare a un confronto sugli accumulatori, si pensi come la nuova e-Golf non vada oltre i 35,8 kWh, mentre la Zoe si spinga al massimo a 41 kWh e la Leaf si attesti a 30 kWh.

 

Opel Ampera-e
Le batterie della monovolume elettrica tedesca sono composte da 288 celle disposte in otto moduli da 30 e due moduli da 24. Pesano 430 kg e sono alte 17,7 cm

204 cv e 360 Nm di coppia per il motore elettrico

Le celle della monovolume tedesca alimentano un motore a zero emissioni in grado di erogare 204 cv e 360 Nm di coppia. Valori tra i migliori della categoria. Esistono sensazioni, però, che i freddi numeri non possono spiegare. L’esuberanza del propulsore elettrico della Ampera-e si traduce infatti in una spinta corposa in qualsiasi frangente, a tratti persino sportiveggiante, cui si accompagnano i pregi dinamici tipici dei modelli a batteria, vale a dire una eccezionale reattività alle pressioni dell’acceleratore, un’erogazione di coppia istantanea e prestazioni di tutto rispetto, dato che la monovolume Opel scatta da 0 a 100 km/h in 7,3 secondi e raggiunge una velocità massima (autolimitata) di 150 km/h. Il tutto a fronte di un consumo d’energia dichiarato di 14,5 kWh ogni cento chilometri – durante il nostro tour abbiamo registrato 17,3 kWh/100 km – non troppo distante dai 12,7 kWh attribuiti sulla carta a una rivale meno potente quale la VW e-Golf.

 

Opel Ampera-e
Per evitare di costituire un pericolo per i pedoni distratti, la Ampera-e emette un segnale sonoro sino alla velocità di 30 km/h

Gli accumulatori sono “annegati” nel pianale

Con un peso di 1.616 kg, sarà tutt’altro che divertente da guidare. Vero quanto l’amore viscerale di Donald Trump per la filologia romanza. La Ampera-e è tutt’altro che deludente sotto il profilo dinamico. Meno sportiva di una Volkswagen e-Golf, ha nella taratura delle sospensioni il proprio punto di forza. Molle e ammortizzatori sono infatti in grado di assorbire correttamente le imperfezioni dell’asfalto, ma senza concedere eccessivo spazio all’insorgere del coricamento laterale e del beccheggio. Una caratteristica favorita dalla collocazione del pacco batterie nella parte inferiore del pianale, così da non intaccare lo spazio a bordo e al tempo stesso mantenere basso il baricentro dell’auto, favorendo una bilanciata ripartizione delle masse tra avantreno e retrotreno. Accorgimenti che rendono possibile guidare con piacere anche lungo percorsi ricchi di curve. A patto, beninteso, di non pretendere un feeling da sportiva – lo sterzo è molto demoltiplicato – e di tollerare un isolamento acustico solo discreto.

 

Opel Ampera-e
Tra le dotazioni di Ampera-e vi è un raffinato impianto audio Bose a sette diffusori. Il servizio Opel OnStar porta in dote un hotspot Wi-Fi 4G/LTE a cui collegare i dispositivi mobile dei passeggeri

Un paddle per frenare e recuperare energia

C’è una perla dentro la conchiglia. Ed è il sistema di recupero dell’energia in frenata e nelle fasi non di carico del motore. Una tecnologia che prevede quattro soglie d’intervento e gioca a favore dell’autonomia della monovolume tedesca. Alle consuete, per un’auto elettrica, modalità di marcia standard (denominata “D”) e ad alto recupero (“L”, ovvero Low), opzionabili mediante il selettore lungo il tunnel, si affiancano il programma Sport e un inedito paddle allo sterzo. Una levetta, collocata dietro alla razza sinistra del volante, che funge da vero e proprio “freno dinamico”, attivabile manualmente ogniqualvolta le condizioni del traffico e del percorso consentano di abbinare la decelerazione alla massima ricarica delle celle. Così facendo, il ricorso all’impianto frenante tradizionale viene notevolmente contenuto, a tutto vantaggio della riduzione della manutenzione, e al contempo è possibile ottimizzare l’autonomia pur viaggiando con il programma di guida ordinario, meno invasivo di quello ad alto recupero. Una soluzione furba ed efficace.

 

levetta Opel Ampera-e
La levetta lungo il retro della razza sinistra del volante porta in dote la rigenerazione on demand, vale a dire attivata direttamente dal guidatore. Una funzione che consente sia di recuperare sino al 5 per cento in più di carica sia di guidare affidandosi al solo pedale dell’acceleratore

Diverse opzioni di ricarica per Ampera-e

Scordatevi la presa domestica. Ricaricare un pacco batterie da 60 kWh mediante un impianto elettrico da 2,3 kW richiederebbe una clessidra per calcolare le tempistiche. Sebbene la Ampera-e sia compatibile con i comuni sistemi a 230 V, per velocizzare le operazioni di rigenerazione dell’energia è pressoché obbligatorio sfruttare una wallbox a corrente alternata da 3,7, 4,6 o 7,4 kW. Oppure affidarsi alle colonnine ad alta capacità, forti di almeno 50 kW. La monovolume Opel supporta tutti questi sistemi e, optando ad esempio per una stazione pubblica a corrente continua, in 30 minuti consente di recuperare 150 chilometri d’autonomia.

 

Opel Ampera-e
Le celle agli ioni di litio della Ampera-e beneficiano dell’arricchimento con ossido di cobalto-nichel-manganese, garante di performance termiche ottimali. Godono di una garanzia di 8 anni o 160mila chilometri

Multimedialità al top e internet a bordo

È figlia dell’era moderna. Prova ne sono sia le elevate performance del powertrain elettrico e delle batterie sia l’attenzione tributata alla multimedialità. In abitacolo, ad esempio, spicca la presenza di un ampio display touch a colori da 10,2 pollici che permette di gestire gran parte delle funzioni vettura. Un tocco hi-tech rafforzato dalla strumentazione integralmente digitale, puntuale nell’informare il guidatore in merito ai consumi e all’autonomia residua. L’infotainment integra inoltre i principali protocolli di dialogo tra vettura e smartphone, vale a dire Apple CarPlay e Android Auto, mentre in abitacolo sono previste la ricarica induttiva dei device portatili e ben quattro prese Usb. E ancora, Ampera-e si avvale del sistema multimediale IntelliLink-e, evoluzione in chiave EV della tecnologia IntelliLink, oltre che dei servizi Opel OnStar che, grazie alla connessione internet, consentono di spaziare dall’invio dei soccorsi all’accesso alle informazioni su ristoranti, alberghi e aree di servizio. Non meno raffinata, infine, l’app MyOpel che aiuta nello sfruttare al massimo le caratteristiche della vettura, ad esempio gestendo da remoto la climatizzazione oppure localizzando le stazioni di ricarica e pianificando la navigazione così da includervi una colonnina pubblica.

 

Opel Ampera-e
La Ampera-e prevede un moderno sistema di assistenza al parcheggio in grado di gestire autonomamente la vettura. Non manca la telecamera in retromarcia

La Ampera-e parcheggia da sola. E frena per le emergenze

Ricca, anzi ricchissima la dotazione di sicurezza. La Ampera-e si avvale infatti del monitoraggio della distanza di sicurezza dal veicolo che precede, della frenata automatica d’emergenza con riconoscimento dei pedoni, della gestione autonoma degli abbaglianti, dell’avviso di superamento involontario della linea di corsia con interventi allo sterzo per la correzione della traiettoria, della segnalazione d’ostacolo in corrispondenza dell’angolo di visuale cieco, della lettura dei segnali stradali e del rilevamento del traffico alle spalle della vettura. Difficile pretendere di più.

In Italia nel 2018, in Germania a 39.950 euro

Non abbiamo parlato di prezzi. Volutamente. La vettura, infatti, non arriverà in Italia prima del 2018. Presentata nel 2016 in occasione del Salone dell’auto di Parigi e prodotta nello stabilimento General Motors di Orion, nel Michigan (Usa), la Ampera-e nel 2017 sarà in vendita solo in Germania, al prezzo di 39.950 euro, Norvegia, Svizzera e Paesi Bassi. Ma… GM non ha ceduto Opel al Gruppo francese Psa? Esatto. E l’accesso alla tecnologia elettrica è stato uno dei motivi che hanno incentivato l’acquisto del marchio tedesco da parte dei transalpini. GM e Psa hanno così confermato la collaborazione sul fronte della mobilità sostenibile, “salvando” il progetto Ampera-e. Un orizzonte che promette di tingersi ulteriormente di verde, considerando che una partnership attualmente allo studio potrebbe portare a condividere anche le nuove fuel cell, quindi la trazione a idrogeno, nate dalla recente collaborazione tra il Gruppo americano e la giapponese Honda.

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