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La tendenza è già in auge da tempo e procede all’insegna della sinestesia: gusto e sguardo, sapori e visioni, accostamenti ibridi che istituiscono un sodalizio proficuo, e in alcuni casi perfino suggestivo, tra il mondo dell’enogastronomia e quello dell’arte, mobilitando risorse preziose in favore di quest’ultima. Una forma sempre più diffusa di “contaminazione” che ha
La tendenza è già in auge da tempo e procede all’insegna della sinestesia: gusto e sguardo, sapori e visioni, accostamenti ibridi che istituiscono un sodalizio proficuo, e in alcuni casi perfino suggestivo, tra il mondo dell’enogastronomia e quello dell’arte, mobilitando risorse preziose in favore di quest’ultima. Una forma sempre più diffusa di “contaminazione” che ha ispirato anche la mostra “Segni Dialoganti”, in programma dall’11 luglio al 20 agosto prossimo nelle sale del Palazzo Liceo Saracco di Acqui Terme e destinata ad ospitare niente meno che la sublime arte di Pablo Picasso.
Il percorso espositivo si costruirà attorno ad un solo dipinto ad olio, “El pintor y su modelo”, per la prima volta in mostra in Italia, circondato da una serie di disegni e ceramiche picassiane, per un totale di 48 opere, attraverso le quali affioreranno alcuni dei temi figurativi ricorrenti del genio di Malaga, quali ad esempio la Tauromachia ed altri motivi mitologici.
Principale sostenitrice dell’iniziativa insieme all’amministrazione comunale di Acqui Terme è l’azienda vinicola Cuvage che assicurerà inoltre l‘ingresso gratuito alla mostra in questione a tutti coloro che, a partire dal mese di giugno e per tutta la durata dell’evento, vorranno visitare la cantina dello sponsor.
La tela principale in esposizione, appartenente all’omonima serie che Picasso realizzò sul medesimo soggetto, tra il 1963 e il 1965, contiene una riflessione intensa e pregnante sul mestiere del pittore e sull’essenza stessa della pittura, sviluppando così un tema di carattere programmatico e al tempo stesso innegabilmente autobiografico.
Ormai ultraottantenne e lontano da Parigi, in questa sequenza di opere della maturità Picasso focalizza in termini sempre più nitidi e consapevoli il proprio ruolo dirompente nella storia dell’arte occidentale e la cifra caratterizzante della sua vita artistica ovvero il forzare i limiti tradizionali della pittura, esplorandone le potenzialità più inedite.
Come tipicamente avviene nell’arte picassiana, in “El pintor y su modelo” un tòpos della pittura classica, e nella fattispecie un’incisione realizzata da Dürer nel 1525 e inserita nel suo trattato di prospettiva “Underweysung der Messung”, viene radicalmente sovvertito e reinterpretato. Se nell’originale di Dürer il medesimo uomo barbuto, cioè il pittore, ritraeva una donna nuda osservandola attraverso una finestra reticolata, in Picasso la scena, riprodotta a specchio, cioè invertendo le posizioni di pittore e modella, non prevede più mediazioni o barriere nette tra le due figure, bensì solo una linea obliqua in corrispondenza di un cavalletto attraverso il quale l’artista si ritrova faccia a faccia con un’unica immagine.
In altri termini l’oggetto ritratto, ovvero la modella, e la sua raffigurazione pittorica, in Picasso arrivano ad identificarsi in una sola ed unica figura: l’immagine della donna “è” la donna stessa, ovvero coincide totalmente ed immediatamente con essa, sottolineando così come la consistenza oggettiva di cose e persone non sia altro che il prodotto della nostra percezione e di un io che crea incessantemente il mondo osservandolo e riproducendolo.
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