Dopo 16 anni di governo è arrivata una pesante sconfitta per Viktor Orbán alle elezioni legislative in Ungheria. Ora il paese tornerà a cooperare con l’Unione europea.
La democratica Hillary Clinton ha battuto il suo rivale Bernie Sanders, mentre Donald Trump ha sbaragliato i suoi avversari repubblicani.
Le primarie dello stato di New York hanno sostanzialmente incoronato almeno uno dei due candidati alle prossime elezioni presidenziali. Sarà infatti con ogni probabilità Hillary Clinton a correre per il Partito democratico. Il suo avversario, nel campo repubblicano, non è ancora altrettanto delineato, ma il miliardario Donald Trump ha sbaragliato i suoi avversari e pare dunque il più accreditato a contenderle la poltrona della Casa Bianca nel prossimo mese di novembre.
Entrambi hanno battuto i loro rivali in modo netto: Clinton ha ottenuto il 58 per cento rispetto al 42 ottenuto da Bernie Sanders, in uno stato nel quale erano in palio 291 delegati (la cui ripartizione è proporzionale tra i due). Il senatore del Vermont però non ci sta, e ha parlato di “diffuse irregolarità”: secondo quanto riferito dalla Cnn il suo entourage ha denunciato il fatto che oltre 125mila elettori democratici sono stati esclusi dalla votazione dal Board of Elections del partito. “È assurdo – ha spiegato il candidato parlando alla Penn State University – che a Brooklyn, dove sono nato, decine di migliaia di persone siano state cancellate dalle liste”.
“La vittoria è a portata di mano”, ha commentato invece la moglie dell’ex presidente degli Stati Uniti. A questo punto Clinton può infatti contare su 1758 delegati contro i 1076 di Sanders, sapendo che occorre arrivare ad un totale di almeno 2.383 per poter essere investiti ufficialmente della candidatura presidenziale alla convention democratica che si terrà a Philadelphia del 25 al 28 luglio.
Nel campo repubblicano, allo stesso modo, Trump ha vinto nettamente, raccogliendo il 60 per cento dei voti e battendo così i suoi due avversari: il governatore dell’Ohio John Kasich, che si è fermato al 25,2 per cento, e il senatore del Texas Ted Cruz, che non ha superato il 14,8.
Il miliardario americano continua però a confrontarsi con un’aperta ostilità da parte di numerosi dirigenti del Partito repubblicano. Proprio al fine di mettere a tacere le voci critiche, Trump aveva scommesso su un ampio successo nello stato di New York. Le primarie nella Grande Mela gli hanno consentito di arrivare a 844 delegati: ne mancano 393 per arrivare alla maggioranza assoluta di 1.237 ed ottenere così l’investitura (i repubblicani si riuniranno a Cleveland alla fine di luglio).
Siamo anche su WhatsApp. Segui il canale ufficiale LifeGate per restare aggiornata, aggiornato sulle ultime notizie e sulle nostre attività.
![]()
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.
Dopo 16 anni di governo è arrivata una pesante sconfitta per Viktor Orbán alle elezioni legislative in Ungheria. Ora il paese tornerà a cooperare con l’Unione europea.
I raid israeliani sul Libano sono i più pesanti da diverse settimane e hanno colpito tanto la capitale Beirut quanto il sud del paese. L’Iran minaccia ripercussioni.
La risoluzione Onu non ha carattere vincolante ma può aprire la strada a scuse pubbliche e risarcimenti. Gli Usa hanno votato contro, l’Italia si è astenuta.
I bombardamenti israeliani sul Libano hanno già causato oltre 900 morti e un milione di sfollati. Israele vuole replicare quanto fatto nella Striscia di Gaza?
Impianti di desalinizzazione, vulnerabilità ambientale, intrecci finanziari: cosa c’entra l’acqua con la guerra in Medio Oriente.
Negli ultimi mesi gli Stati Uniti hanno aumentato la pressione economica su Cuba. La situazione è una crisi umanitaria drammatica.
Il conflitto nel Golfo minaccia una delle infrastrutture energetiche più importanti, con effetti su mercati, commercio e sicurezza energetica globale. Qual è la storia, chi sono gli attori e le possibili conseguenze.
Nell’opulenta Dubai, vip, influencer e ultra-ricchi fuggono in massa dalla guerra. Lasciando cani legati a lampioni e gatti in gabbie per strada.
Mentre la conta dei danni civili e ambientali dell’offensiva degli scorsi anni non è ancora terminata, Israele ha ripreso a bombardare il Libano.

