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Quasi la metà dei parchi giochi per bambini in Alto Adige è contaminato dai pesticidi impiegati in agricoltura, soprattutto nelle mele e nelle vigne. La denuncia di Pesticide action network Europe.
Se vi dicessero che la metà dei parchi giochi della vostra regione potrebbe essere contaminata da pesticidi, ci portereste ancora i vostri figli a giocare? È quello che si sono sentiti dire le famiglie dell’Alto Adige. Su 71 parchi giochi pubblici analizzati sono stati trovati residui di dodici fitofarmaci, secondo uno studio condotto dalla Pesticide action network Europe (Pan). I risultati sono preoccupanti in quanto il 92 per cento dei pesticidi rilevati sono considerati interferenti endocrini, quindi in grado di alterare la produzione di ormoni.
I 71 parchi giochi pubblici su cui è stato condotto lo studio sono stati scelti a caso in quattro regioni dell’Alto Adige: val Venosta, val d’Adige, basso Adige e valle Isarco. Sono stati analizzati campioni di erba di questi parchi, alla ricerca di 315 sostanze differenti. Quasi la metà dei parchi giochi (45 per cento) sono stati contaminati da almeno un pesticida e un quarto (24 per cento) da più di uno. Undici delle dodici sostanze rilevate sono interferenti endocrini. Il 76 per cento dei terreni da gioco della val Venosta sono contaminati, ma secondo i dati raccolti i comuni più esposti sono quelli del distretto basso Adige. Tra l’altro non è la prima volta che vengono condotti studi di questo tipo: un lavoro precedente, del 2018, è stato condotto da un gruppo di comitati locali di Cortaccia, area votata alla produzione di vino: anche in quel caso erano state trovate 14 sostanze tra cui sei funghicidi, cinque insetticidi, erbicidi, conservanti e un disinfettante, anche nei parchi giochi per bambini.
I contaminanti ritrovati, sostengono gli studiosi, dipendono dai pesticidi impiegati nei campi agricoli circostanti, soprattutto nella coltivazione di mele e vino, e che vengono trasportati da vento e precipitazioni. L’alto Adige è una delle regioni a più intensa produzione di mele in Europa, produzione che fa largo impiego di pesticidi. “Le nostre analisi hanno dimostrato che le concentrazioni di pesticidi rilevate erano più elevate nei parchi giochi che si trovano in prossimità dei meleti e vigneti”, spiega Caroline Linhart, ricercatrice del team e firmataria dello studio.
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La questione è che mentre i prodotti agricoli sono regolarmente monitorati per eventuali residui di pesticidi, per i luoghi pubblici e per i giardini privati non è previsto alcun monitoraggio.
La richiesta di Pan è quella di istituire un sistema di monitoraggio completo dei pesticidi nei luoghi pubblici vicini ad aree agricole a uso intensivo di pesticidi. Una direttiva comunitaria sull’argomento esiste già ed è stata discussa l’ultima volta al parlamento europeo nel febbraio 2019. Eppure la stessa direttiva prende atto “dell’assenza di obiettivi misurabili nella maggior parte degli stati membri”. Per questo, accanto alle richieste di misurazioni, vanno sostenute quelle amministrazioni locali che si sono adoperate per limitare o addirittura vietare l’uso di pesticidi nelle aree frequentate dal grande pubblico o da gruppi vulnerabili, come i bambini. Proprio Pan Europe ha lanciato la campagna “Città libere da pesticidi” per concentrare su un’unica piattaforma metodi e tecniche replicabili in qualunque contesto.
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