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Il parlamento della Sierra Leone discuterà un disegno di legge sulla “maternità sicura”, già approvato all’unanimità dal governo.
Il presidente della Sierra Leone, Julius Maada Bio, ha dato il via libera al disegno di legge sulla “maternità sicura” che depenalizza l’aborto in un paese in cui il tasso di mortalità materna è uno dei più alti al mondo. “Il governo ha approvato all’unanimità un progetto di legge che includerà una serie di disposizioni essenziali per garantire la salute e la dignità di tutte le ragazze e donne in età fertile in questo paese”, ha detto Bio durante il suo discorso di chiusura alla decima Conferenza africana su salute e diritti sessuali di Freetown.
La legge deve ancora essere discussa e votata in parlamento. “In un momento in cui i diritti alla salute sessuale e riproduttiva delle donne in tutto il mondo vengono revocati o minacciati, siamo orgogliosi che la Sierra Leone possa guidare ancora una volta una riforma progressista”, ha detto il presidente tra gli applausi del pubblico.
Maada Bio si riferiva alla recente decisione della Corte suprema degli Stati Uniti che ha revocato la natura costituzionale del diritto all’aborto, dando la possibilità agli stati americani di rendere illegale l’interruzione di gravidanza sul proprio territorio.
L’attuale legge sull’aborto in Sierra Leone risale al 1861, un secolo prima dell’indipendenza del paese. Vieta l’aborto a meno che la vita della donna non sia in pericolo. Eppure le autorità sanitarie stimano che gli aborti non sicuri causino circa il 10 per cento delle morti materne nel paese. Il fondo delle Nazioni Unite per la popolazione ha contato 1.120 decessi materni ogni 100mila nascite nel 2017: uno dei tassi più alti al mondo.
La pratica dell’escissione (la mutilazione del clitoride), inoltre, riguarda quasi il 90 per cento delle donne in questo piccolo paese anglofono dell’Africa occidentale, segnato da una guerra civile durata undici anni (1991-2002) e durante la quale migliaia di donne sono state vittime di stupri e violenze sessuali. Già nel 2015, il parlamento della Sierra Leone aveva approvato una legge sull’aborto sicuro, ma poi l’allora presidente Ernest Bai Koroma aveva rifiutato di promulgarla a causa delle pressioni ricevute da parte di alcuni gruppi religiosi.
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