A porsi la domanda è la Corte dei Conti: dal 2019 a oggi tutti i dati diffusi riguardano vendite e incentivi, ma non i risultati raggiunti per l’ambiente.
L’Italia si è dotata finalmente di un Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente: un altro passo, dopo la legge sugli ecoreati, verso la realizzazione di politiche omogenee di azione e controllo della sostenibilità ambientale. La legge che è stata approvata in via definitiva prevede infatti una vera e propria ‘rete’ di raccordo tra le regioni e lo
L’Italia si è dotata finalmente di un Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente: un altro passo, dopo la legge sugli ecoreati, verso la realizzazione di politiche omogenee di azione e controllo della sostenibilità ambientale. La legge che è stata approvata in via definitiva prevede infatti una vera e propria ‘rete’ di raccordo tra le regioni e lo Stato, con l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) che funzionerà da polo nazionale e le Agenzie regionali per la protezione dell’ambiente (Arpa) che ne saranno i poli regionali. Questo sistema dovrà garantire e monitorare le messa in pratica di una serie di livelli essenziali delle prestazioni tecniche ambientali, i cosiddetti Lepta. L’intervento ha l’obiettivo di eliminare le attuali disomogeneità a livello nazionale nella protezione dell’ambiente: ad oggi ci sono infatti ancora forti squilibri tra regione e regione, che finiscono per penalizzare soprattutto il Sud, dove spesso la presenza di situazioni a forte rischio (si pensi a Ilva e Terra dei fuochi) è resa ancora più grave dall’assenza di mezzi idonei per intervenire.
Di fatto, la nuova legge modifica e amplia il ruolo dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, che sarà più autonomo, sarà a capo del nuovo Sistema, dovrà fissare l’asticella dei nuovi livelli essenziali e vigilare sul loro rispetto. L’Ispra lavorerà in rete e in stretto contatto con le 21 Agenzie regionali per la protezione dell’ambiente che a loro volta vigileranno sul rispetto dei Lepta nel proprio territorio di competenza.
Dopo #ecoreati e collegato, finalmente la legge su #agenzieambientali. Avanti così #triplete https://t.co/v98fUupUnz pic.twitter.com/mZgwgf6ysv
— Stefano Ciafani (@StefanoCiafani) 15 giugno 2016
A spiegare l’importanza di questa riforma è stato il ministro dell’Ambiente Gianluca Galletti, per il quale “è assolutamente necessario avere un sistema unitario e coordinato di valutazione dei parametri ambientali: oggi può accadere che il medesimo evento sia valutato in maniera differente in diverse regioni perché i sistemi di rilevamento e controllo non sono coordinati”. Dopo la legge sugli ecoreati e il collegato ambientale, dice il direttore generale di Legambiente Stefano Ciafani, questa legge “è il terzo anello di una serie di riforme ambientali indispensabili per avviare una riconversione ecologica della Penisola. Ora il Parlamento approvi le altre riforme, come la legge sul consumo di suolo, quella sulle agromafie e i delitti contro gli animali”.
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