Dopo decenni di deforestazione, l’Etiopia oggi è in prima fila nella lotta alla crisi climatica. Attraverso la piantumazione di miliardi di alberi.
Due esplosioni hanno sconvolto il distretto di Hodan a Mogadiscio. Quasi trecento i morti: “È la peggiore strage terroristica per la Somalia”.
Due camion bomba sono stati fatti saltare in aria nella serata di sabato a Mogadiscio, in Somalia. Il bilancio, ancora provvisorio, di quella che è stata definita “la peggiore strage terroristica mai avvenuta nella nazione africana” è di almeno 276 morti e 300 feriti, secondo quanto comunicato questa mattina dal governo locale e riportato dall’emittente britannica Bbc.
Le deflagrazioni sono state talmente potenti da aver fatto crollare alcuni edifici: molte persone risultano tuttora intrappolate sotto le macerie. L’attentato ha avuto luogo all’incrocio denominato “chilometro 5”, situato nel distretto di Hodan: un quartiere commerciale molto frequentato della capitale somala, nel quale sono presenti negozi, hotel, fermate di minibus. L’attacco è stato dunque concepito con l’obiettivo di provocare più vittime possibili.
Attentato a #Mogadiscio: è una carneficinahttps://t.co/kGFlz2piif pic.twitter.com/g94X25eq8Q
— Adnkronos (@Adnkronos) 16 ottobre 2017
Le cronache in arrivo da Mogadiscio sono in questo senso agghiaccianti: corpi smembrati e bruciati, irriconoscibili, giacevano sabato sui luoghi delle esplosioni. Il presidente Mohamed Abdullahi Farmajo, eletto nello scorso mese di febbraio, ha proclamato un lutto nazionale di tre giorni. “È terribile, qui ciascuno di noi ha perso almeno una persona cara – ha raccontato un abitante della zona, raggiunto al telefono dalla redazione del quotidiano francese Le Monde -. Quattro miei amici non si trovano più. Non avevamo mai visto una cosa del genere”.
L’attentato per ora non è stato rivendicato ufficialmente, ma numerose fonti indicano come probabile la paternità del gruppo jihadista al-Shabab, lo stesso che si è reso già protagonista di numerose stragi in passato. In particolare quella dell’ottobre 2011, che provocò 82 vittime e 120 feriti. Ma va detto che una delle esplosioni è avvenuta di fronte all’hotel Safari, una struttura popolare. I miliziani integralisti, invece, sono soliti prendere di mira gli alberghi o i ristoranti frequentati da responsabili governativi o di agenzie internazionali.
I have recorded this video from the scene.#mogadishu #somalia pic.twitter.com/RPffVYzVEp
— Abdirizak Atosh (@abdirizakatosh) 14 ottobre 2017
Nella giornata di domenica, Mogadiscio ha reagito all’ondata di violenza: migliaia di persone sono scese in piazza per gridare la propria rabbia e chiedere una vita “normale”. Mentre i corrispondenti della stampa straniera hanno riferito di lunghe file registrate nei presidi sanitari nei quali è stato possibile donare il sangue per aiutare i feriti.
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