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Il progetto della società Tolo Green è protagonista al padiglione Italia all’Expo di Dubai: le vasche di microalghe assorbono l’anidride carbonica dei visitatori riducendo l’impatto ambientale.
Attivo nel settore energetico come investitore e produttore di energia da fonte rinnovabile (fotovoltaico e geotermico), Tolo Green, società del Gruppo Tolo, fondata nel 2009 da Gilberto Gabrielli, è anche il maggior produttore italiano di microalghe e partner tecnico per la produzione di microalghe nell’ambito del consorzio europeo Spiral G, parte del progetto europeo Horizon 2020.
La scelta di produrre microalghe – fonte proteica a basso consumo idrico – deriva dalla convinzione di come “non sia sufficiente ridurre l’impatto ambientale della produzione energetica da fonti fossili soltanto con gli investimenti nel fotovoltaico” ed è in linea con il concetto di sostenibilità ambientale del gruppo.
La produzione di Tolo Green è pari a 15 tonnellate di spirulina secca per uso alimentare l’anno, realizzata grazie a due impianti in Sardegna, a Milis e ad Arborea (Oristano). I processi produttivi sono sostenibili al 100 per cento e non impattanti sul territorio: tra i valori aggiunti ci sono l’utilizzo e la cattura della CO2, l’impiego di fonti energetiche che migliorano l’energia emessa ed utilizzata nel processo produttivo stesso (ad esempio tramite l’utilizzo di lampade a Led) e l’accoppiamento del calore di derivazione biologica da deiezioni animali. Oltre all’alimentazione umana, Tolo Green ha all’attivo diversi progetti per l’impiego di spirulina in agricoltura e nella nutrizione di animali d’allevamento. E, grazie alla collaborazione con CRS4 – Centro di ricerca del Parco tecnologico di Pula (Ca), si sta sperimentando la produzione di altre due microalghe, Dunaliella e Haematococcus.
Dalla Sardegna agli Emirati Arabi: le microalghe di Tolo Green hanno conquistato uno spazio nel padiglione Italia all’Expo di Dubai che lo scorso 1°ottobre ha aperto le porte al pubblico. Cinque grandi vasche (Water Mirrors) di coltivazione delle microalghe (spirulina ma anche Dunaliella e Haematococcus) poste sul perimetro circolare del belvedere all’interno del padiglione consentono la biofissazione dell’anidride carbonica dell’aria espirata dei visitatori con produzione di ossigeno.
In pratica, parte dell’aria viziata all’interno della struttura viene purificata e reimmessa nell’ambiente grazie agli organismi vegetali fotosintetici che si nutrono di anidride carbonica trasformandola in ossigeno e riducendo quindi l’impronta ecologica del padiglione. Inoltre, lampade fotosintetizzanti progettate specificamente da C-Led per la crescita di microalghe, ne permettono la proliferazione anche in ambiente confinato con scarsità di irraggiamento. Tutto il processo, dalla coltivazione delle microalghe al prodotto finito, viene mostrato ai visitatori nel laboratorio tecnico all’interno del padiglione dove vengono spiegati anche i rischi connessi all’aumento della CO2 negli ambienti chiusi.
L’installazione di Tolo Green – partner tecnico del Commissariato per la partecipazione dell’Italia all’Esposizione universale – si innesta nel concept architettonico e tecnologico del padiglione Italia con l’obiettivo di rappresentare alcuni dei principali valori tematici di Expo 2020 Dubai: l’innovazione attraverso una tecnologia 100 per cento italiana, l’accessibilità di una visitor experience partecipativa e interattiva, la sostenibilità nella produzione di proteine dal mondo vegetale a ridotto consumo di acqua ed energia, la sicurezza rendendo il padiglione Italia l’unica struttura che “respira”.
“Essere partner del Padiglione Italia a Expo 2020 Dubai – ha dichiarato Gabrielli – rappresenta per noi un’opportunità straordinaria per promuovere le migliori competenze del nostro Paese nel campo dello sviluppo tecnologico al servizio della sostenibilità ambientale e alla produzione di energia pulita. Il nostro sguardo è rivolto all’ambiente e alle generazioni future, con un processo tecnologico unico nel suo genere che vuole stimolare l’attenzione e la riflessione dei visitatori internazionali che affolleranno l’Expo”.
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