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Non si tratta più di una questione di immagine, ma di investimento nel futuro. Perché la sostenibilità ambientale significa anche sostenibilità economica. Ecco alcune case history.
Un mondo che sta cambiando velocemente. Una tendenza entrata a far parte delle strategie aziendali, dei grandi gruppi, come delle singole aziende. È quella della sostenibilità ambientale nelle strutture alberghiere. Lo conferma anche l’ultimo rapporto “Gli italiani, il turismo sostenibile e l’ecoturismo” realizzato da Fondazione UniVerde e Ipr Marketing e presentato in occasione della giornata inaugurale del Borsa Internazionale del Turismo a Fiera Milano (Bit 2015), il quale evidenzia come sempre più spesso, i futuri clienti scelgano la struttura anche in base alle azioni intraprese nei confronti dell’ambiente.
Ma quali sono le azioni che una catena, piuttosto che un grosso gruppo possono intraprendere per essere più sostenibili? Buone pratiche, uso consapevole delle risorse come acqua ed energia, ma anche educazione degli ospiti e pacchetti dedicati.
La catena Best Western Italia, grazie all’adesione a Stay for the Planet – progetto che coinvolge il mondo dell’ospitalità promuovendo strutture e comportamenti eco sostenibili per ridurre l’impatto ambientale -, in circa tre anni è riuscita a tagliare le emissioni di CO2 del 20 per cento. E questo grazie ad un’attenta politica di sostenibilità, che riguarda l’utilizzo e la produzione di energia, il risparmio idrico, la gestione dei rifiuti, ma anche gli acquisti e l’educazione degli ospiti. “Il progetto e il suo successo ci rendono orgogliosi”, dichiara Sara Digiesi, a capo dell’ufficio marketing di Best Western Italia. “L’obiettivo era ambizioso e sfidante: la determinazione dei nostri albergatori è fatto sì che fosse raggiunto ed evidenzia il nostro impegno in un ambito determinante per lo sviluppo”. Perché diffondere un certo tipo di consapevolezza è uno degli obiettivi principali per cambiare il mondo dell’ospitalità.
Interessanti i numeri raggiunti anche dal gruppo NH Hotel. Un percorso iniziato nel 2008 che ha portato a ridurre la metà dei consumi energetici, e quello idrico del 41 per cento, mentre le emissioni di CO2 sono state tagliate del 65 per cento. “Da oltre 10 anni il Gruppo riserva grande attenzione ai temi della sostenibilità e dell’efficienza energetica”, spiega Chema Basterrechea, amministratore delegato NH Hotel Italia. “In Italia, in particolare, i risultati sono stati decisamente positivi, ottenuti anche grazie all’adozione di alcune misure concrete nell’ambito dell’efficienza energetica: illuminazione interna ed esterna ottimizzata, materiali biodegradabili, introduzione di dispositivi elettronici di classe energetica A++”. Si tratta di investimenti economici che nel medio lungo periodo portano a ritorni economici per nulla scontati.
Non solo le grandi catene alberghiere hanno fatto della sostenibilità la propria strategia aziendale. Anche i tour operator si stanno adeguando. L’esempio di Alpitour è emblematico. Una delle prime azioni è quella di puntare a diventare un’azienda paperless (ovvero senza utilizzo di carta). Finora sono 220 le tonnellate di carta risparmiate. Pensando alle migliaia di agenzie Alpitour, è evidente quanto possa essere importante questo passaggio. Forse l’investimento più importante viene dall’ammodernamento della flotta aerea, culminato con l’acquisto di 3 Boeing 787, in grado di ridurre i consumi di carburante di circa 20 per cento. “Noi aziende abbiamo anche un ruolo sociale e dobbiamo raccontare quello che facciamo e convincere che va fatto. Non si tratta più di una questione di moda, ma di consapevolezza”, spiega Gabriele Burgio, presidente di Alpitour.
Il cambiamento è in atto, anche nel nostro Paese. Un buona prospettiva, anche a fronte dell’imminente inaugurazione di Expo 2015, un evento che attirerà nel nostro territorio milioni di turisti.
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