Una discarica di rifiuti ha preso fuoco a Mariano Comense

Ennesimo rogo di rifiuti in Lombardia. Questa volta l’incendio ha interessato una discarica comasca avvolta già due volte dalle fiamme nel 2018.

Aggiornamento del 28 marzo, ore 17: l’incendio è stato spento. Resta comunque alta l’allerta per evitare il rischio di altri eventuali focolai. Attesa per i risultati del rilevamento condotto dall’Arpa regionale al fine di verificare la qualità dell’aria.

Rifiuti in fiamme nella discarica di Mariano Comense, in provincia di Como. L’allarme è scattato poco prima delle 14:00 di lunedì 25 marzo, ora in cui una forte esplosione ha preceduto un grosso incendio che si è sviluppato nell’area colma di rifiuti e da cui si è subito levata un’altissima colonna di fumo, densa e nera, visibile anche a parecchi chilometri di distanza, fino a Milano.

Subito attivati, i vigili del fuoco stanno cercando di domare l’incendio, ma il vento forte di queste ore sta alimentando le fiamme facendo presagire una combustione che durerà a lungo. I tecnici lombardi dell’Arpa (l’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente) sono sul posto per i primi rilevamenti sulla possibile tossicità del fumo: un odore molto acre e pungente, infatti, si sarebbe diffuso in tutta la zona. Il sindaco di Mariano Comense ha invitato i cittadini a tenere le finestre chiuse.

Ancora non si hanno dettagli sul numero di persone coinvolte o ferite. Si parla di un solo operaio intossicato, ma non in pericolo di vita.

La discarica di Mariano Comense non è nuova a incidenti di questo tipo: già due roghi erano stati spenti a febbraio 2018, a distanza di poco più di una settimana l’uno dall’altro, proprio nel periodo in cui l’intera Lombardia era stata interessata da vari incendi: le prime indagini hanno collegato questi incendi alla criminalità organizzata. Il rogo di Mariano ha però vaste dimensioni, tanto che i Vigili del fuoco sono intervenuti con cinque mezzi, poi aiutati da altri mezzi in soccorso dalle province vicine per un totale di quaranta pompieri al lavoro con dieci autopompe. Secondo quanto riportato dal quotidiano Corriere della Sera, la discarica avrebbe dovuto essere chiusa il 31 marzo e l’area riconvertita a zona boschiva. Naturalmente rimangono ancora da chiarire le cause dell’incendio.

In serata i rifiuti bruciano ancora e la previsione è che ci vorranno diversi giorni per domare del tutto l’incendio, soprattutto per evitare il rischio dell’esplosione di nuovi focolai. Le fiamme spinte dal vento si sono estese all’area alberata adiacente per un fronte di circa 60 metri.

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