Efficienza svizzera e spontaneità italiana: in una parola, Ticino. Bisogna percorrere meno di cento chilometri dalla Pianura Padana per sconfinare in terra svizzera, ma sentirsi ancora a casa, tra l’abbraccio del clima mite e la comprensione di chi parla la nostra stessa lingua. Da Mendrisio, capoluogo più meridionale, a Lugano, il centro più celebre, a Bellinzona, la sua capitale, il cantone “svizzero-italiano” si snoda in innumerevoli valli, mete ideali per una vacanza slow nella natura, tra vette che regalano panorami mozzafiato, cascate rigeneranti che fanno da sfondo a una sessione di Innerwalk, antichi borghi in cui soggiornare sperimentando la vita di un tempo, aziende agricole biologiche che producono rispettando i cicli naturali.
Per un giorno o una vacanza da trascorrere in Svizzera, nel canton Ticino, ecco i nostri suggerimenti green e slow alla scoperta del territorio.
1. Ammirare panorami mozzafiato dal Monte Generoso (e cieli stellati dalla casetta nel bosco)
Per chi ama le altitudini e i panorami che lasciano senza fiato, il Monte Generoso è una vetta accessibile a tutti grazie alla singolare ferrovia a cremagliera che parte da Capolago, sul lago di Lugano, e in quaranta minuti di viaggio attraverso un piacevole scenario alpino conduce alla cima a 1.704 metri di quota. Da qui una vista a 360 gradi abbraccia le vette alpine e la regione dei laghi dalla Svizzera al nord Italia.
Poco distante dalla stazione intermedia di Bellavista della ferrovia a cremagliera, si può pernottare in una casetta di legno in mezzo alla natura. Si chiama Momò Bellavista ed è un micro habitat con una grande finestra che si apre sul bosco e un tetto in vetro da cui ammirare il cielo stellato prima di abbandonarsi all’abbraccio di Morfeo.
2. Fare un salto nel passato (e sopravvivere senza gas ed elettricità)
Ai piedi del Monte Generoso, tra boschi, radure, prati dove si contano oltre mille piante diverse – un terzo di tutte quelle presenti in Svizzera – la Valle di Muggio si riconosce per i suoi terrazzamenti tra i quali si nascondono romantici borghi che conservano tracce della vita rurale di un tempo. “Ogni pietra qui ha una storia da raccontare” – spiega Mark Bertogliati, ingegnere forestale e curatore del museo etnografico del territorio impegnato nella conservazione di muretti a secco, mulattiere, selve castanili, fontane, nevère e mulini che si possono scoprire percorrendo a piedi i sentieri escursionistici.
In Valle Verzasca, il piccolo borgo di Corippo, monumento architettonico tutelato dal 1975, è tornato a rifiorire grazie alla nascita di un albergo diffuso. L’osteria e le dodici camere sono ricavate nelle antiche case ristrutturate con materiali originali e sono gestite da Jeremy e Desirée con il piccolo Ernesto, simbolo della vita che è tornata a rianimare il borgo. In Vallemaggia, nel comune di Cerentino, Ca’ Vegia è un edificio del 1600 ristrutturato utilizzando materiali di recupero della casa stessa o ottenuti con i processi di una volta (come la cottura delle rocce calcaree nella fornace per ottenere la calce viva). Propone agli ospiti un’esperienza tipica dell’epoca, un soggiorno senza gas né elettricità, ma con un forno a legna, un focolare, un orto e una cella frigorifera dove conservare i cibi.
3. Sperimentare una sessione di Innerwalk (e trarre energia dalle cascate)
Camminare fino a raggiungere un luogo naturale incontaminato, infilare le cuffie, sedersi a meditare, poi alzarsi a ballare: Innerwalk Projectcombina in modo nuovo meditazione, sound healing, mindfulness, danza libera e turismo. L’uscita in gruppo, guidati dall’esperta di ballo e team building Michela Savino, dura circa tre ore con tanto di pic nic o sosta in un grotto tipico, il tempo che serve per riattivare l’energia interiore facendosi aiutare da quella della natura, tra fragorose cascate e immobili laghi alpini.
4. Degustare prodotti di agricoltura biologica (dalla birra a un’originale bevanda al sambuco)
A Cadenazzo, nel distretto di Bellinzona, tra vasti campi d’orzo, mais e soia, la Masseria Ramello è un’azienda agricola biologica con un secolo di storia alle spalle: qui le rondini fanno da insetticida naturale, si pratica la rotazione delle colture per evitare l’utilizzo di erbicidi e le stalle sono alimentate da energia pulita generata da pannelli solari. E sempre qui, da un’intuizione di Adrian e Manuel, è nata la prima malteria del Ticino: nel vecchio fienile, ogni settimana vengono maltati 500 chili d’orzo da birra da agricoltura biologica con cui i birrifici svizzeri possono produrre birre 100 per cento bio a km zero. Partecipando alle visite ai campi e ai laboratori di produzione, oltre che ai corsi e alle degustazioni, si può compiere un viaggio nella cultura della birra.
Ad Arogno, nel Mendrisiotto, si può visitare invece l’azienda agricola biologica Bianchi che produce vino, grappa e miele, ma anche un’originale bevanda leggermente alcolica a base di fiori di sambuco fermentati, nata da un’antica ricetta della nonna e diventata protagonista delle notti ticinesi. Gabriele e Martino, i due giovani fratelli alla guida dell’azienda coniugano l’innovazione ai principi dell’agricoltura biodinamica. Per la coltivazione delle piante, ad esempio, si affidano al calendario lunare e dicono: “Non ha niente a che vedere con l’esoterismo. Sappiamo che funziona”.
5. Scoprire paesaggi sospesi a un filo (anzi due)
Per i più intrepidi e chi non soffre di vertigini, il ponte Tibetano “Carasc” consente di attraversare l’impervia valle che divide i comuni di Monte Carasso e Sementina, nel distretto di Bellinzona: lungo 270 metri è ancorato a una quota di 696 metri e nel punto centrale è sospeso a 130 metri dal suolo. Chi ha il coraggio di percorrerlo tutto può avventurarsi in diverse escursioni in un territorio ricco di presenze storiche, paesaggistiche ed enogastronomiche.
Sempre sospesi, ma seduti con i piedi a penzoloni sulle altalene del progetto Swing the World, si ammirano paesaggi e panorami con il vento tra i capelli. Le altalene sono disseminate in tutto il territorio del Ticino e sono perfette per scattare una foto “instagrammabile”!
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