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L’Italia è uno dei Paesi con la qualità dell’acqua potabile tra le migliori in Europa. Ciò è certamente dovuto alle caratteristiche geomorfologiche del territorio, ma anche al lavoro di decine di Gruppi presenti sul territorio nazionale, che gestiscono la risorsa idrica e la rendono disponibile per milioni di persone, quotidianamente. Migliaia di controlli su milioni
L’Italia è uno dei Paesi con la qualità dell’acqua potabile tra le migliori in Europa. Ciò è certamente dovuto alle caratteristiche geomorfologiche del territorio, ma anche al lavoro di decine di Gruppi presenti sul territorio nazionale, che gestiscono la risorsa idrica e la rendono disponibile per milioni di persone, quotidianamente.
Migliaia di controlli su milioni di chilometri di rete idrica, permettono di aprire il rubinetto di casa e riempire i nostri bicchieri in tutta sicurezza. L’acqua del rubinetto infatti viene costantemente controllata, con decine di monitoraggi quotidiani, rendendola sicura per tutta la famiglia.
Resistono però ancora dei dubbi sull’argomento, spesso determinati da vere e proprie “bufale” o da una mancata informazione sul tema acqua. Il Gruppo Cap, responsabile del servizio idrico integrato della città metropolitana di Milano, ha così lanciato il primo sito dedicato completamente all’acqua di rubinetto: una vera e propria guida che raccoglie tutto quello che c’è da sapere sull’acqua che sgorga dai rubinetti di casa.
L’acqua potabile, per essere definita tale, deve rispondere alle caratteristiche dettate dall’art.4 del decreto legislativo 31/2001: “le acque destinate al consumo umano non devono contenere microrganismi e parassiti, né altre sostanze, in quantità o concentrazioni tali da rappresentare un potenziale pericolo per la salute umana”. In altre parole nell’acqua di rubinetto devono essere assenti tutti quei microrganismi pericolosi per la salute dell’uomo, e di contro devono invece essere presenti tutti gli elementi minerali essenziali per il benessere. Per questo motivo i gestori del servizio idrico effettuano una serie di analisi dei campioni prelevati dai pozzi, dagli impianti di adduzione, di accumulo e di potabilizzazione e dalle reti di distribuzione. Le analisi sono di pubblico accesso e costantemente aggiornate. Gestori come il Gruppo Cap, hanno addirittura ampliato il sistema di controlli, grazie al recente piano denominato Water Safety Plan. In collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità, il sistema prevede una serie di analisi dell’acqua con più controlli, più prelievi, più parametri nell’intera filiera idro-potabile, da quando l’acqua entra nell’acquedotto fino al punto di erogazione finale. Introdotto recentemente dalla normativa europea, il WSP diventerà presto obbligatorio in ogni Stato dell’Ue. Un ulteriore modo di conoscere l’acqua che beviamo.
L’acqua del rubinetto è sostenibile è un prodotto a km 0. Passano pochi minuti dal momento in cui viene prelevata dai pozzi a quando esce dal rubinetto di casa nostra, è fresca di giornata .
Non è vero che il calcare faccia male alla salute. Con il termine calcare, si indica comunemente la concentrazione più o meno alta nell’acqua di sali minerali indispensabili per la vita, come calcio e magnesio. Più è alta la concentrazione, più l’acqua si definisce dura. E questo spesso è sinonimo di incrostazioni o elettrodomestici dalla vita breve. Ma i sali minerali sono fondamentali per mantenere il nostro organismo in salute. Anzi, nei limiti dei parametri indicati dalla legge, hanno un fattore protettivo per i reni e il cuore. Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità infatti l’acqua potabile fornisce dal 5 al 20 per cento del fabbisogno di calcio e magnesio giornaliero. Per questo anche in presenza di addolcitori domestici, dobbiamo sempre fare attenzione al grado di durezza dell’acqua di rubinetto. Inoltre, per mantenere in salute gli elettrodomestici, esistono appositi sali con funzione anticalcare da aggiungere ai lavaggi o da applicare direttamente alle condutture di approvvigionamento idrico.
Povera di sodio, con poco calcare, diuretica: sono le caratteristiche sulle quali il marketing dell’acqua in bottiglia punta. Ma c’è una cosa che non tutti sanno: anche l’acqua del rubinetto è povera di sodio, possiede un livello di durezza (concentrazione di sali minerali) nei limiti di legge, ed aiuta la diuresi. L’importante è avere un giusto apporto di acqua durante tutto l’arco della giornata. L’acqua di rubinetto è inoltre indicata anche per le donne in gravidanza e durante l’allattamento, meglio se con buoni livello di sali di calcio disciolti, ovvero con un contenuto di calcio superiore ai 200 mg/l. Per quanto invece riguarda l’acqua dedicata ai neonati e alla preparazione dei primi pasti, bevande o del latte artificiale, è sempre meglio essere a conoscenza dei parametri forniti dall’ente gestore e, in caso di dubbi, confrontarsi sempre con il proprio pediatra. L’acqua resta comunque un ingrediente fondamentale per una sana alimentazione, a tutte le età.
Secondo svariate ricerche e studi di mercato, il nostro Paese risulta essere ancora il maggiore consumatore di acqua in bottiglia, il terzo al mondo dopo Messico e Thailandia, due Paesi che hanno ancora seri problemi con l’approvvigionamento idrico. Un record che significa migliaia di tonnellate di plastica usa e getta prodotte e immesse sul mercato, oltre a circa 360mila camion da trasporto che circolano sulle strade ogni anno per trasportare le bottiglie dai siti di imbottigliamento ai punti di distribuzione. Il che ha un costo in termini di emissioni e di inquinamento atmosferico. Non solo, l’acqua del rubinetto è mediamente più economica delle normali acque minerali in commercio, a parità di caratteristiche oligominerali.
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