Il nuovo presidente del Cile, José Antonio Kast, ha immediatamente sospeso decine di norme per la protezione di clima, natura e ambiente.
L’azienda di abbigliamento sportivo tedesco insieme a Parley for the Oceans ha presentato il primo paio di scarpe realizzato con i rifiuti oceanici.
Ogni anno, secondo uno studio pubblicato su Science, finiscono negli oceani tra cinque e tredici milioni di tonnellate di plastica e questo dato, già agghiacciante, potrebbe aumentare di dieci volte entro il 2025. Questo oceano di plastica causa ogni anno la morte di 1,5 milioni di animali, tra cui uccelli, pesci, balene, delfini e tartarughe marine.
Per cercare di contrastare questo fenomeno Adidas ha lanciato un’iniziativa, in collaborazione con l’associazione Parley for the Oceans, per ripulire gli oceani del mondo, sia attraverso attività di comunicazione e sensibilizzazione che con azioni dirette, come lo sviluppo di materiali a base di rifiuti di plastica marina che dal 2016 potranno essere utilizzati per i propri prodotti.
Adidas ha infatti dichiarato, in occasione della pubblicazione del proprio quindicesimo report annuale di sostenibilità, che lavorerà con Parley per sviluppare fibre a base di rifiuti oceanici riciclati da impiegare nella realizzazione dei propri capi di abbigliamento e delle scarpe. Adidas si è inoltre formalmente impegnata ad eliminare gradualmente i sacchetti in plastica dai suoi 2.900 punti vendita diffusi in tutto il mondo.
[vimeo url=”https://vimeo.com/86197283″]
Secondo i dati del Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente (Unep) la plastica utilizzata nel settore dei beni di consumo provoca un danno ambientale quantificabile in tredici miliardi dollari l’anno.
«I nostri oceani sono sul punto di crollare, ognuno deve essere parte della soluzione – ha dichiarato Cyrill Gutsch, fondatore di Parley for the Oceans – siamo estremamente entusiasti della partnership con Adidas, insieme ci concentreremo sulla creazione della prossima generazione di design concepts, tecnologie, materiali e prodotti, coinvolgeremo inoltre consumatori, atleti, artisti, designer, attori, musicisti, scienziati e ambientalisti affinché alzino la voce e contribuiscano alla causa dell’oceano».
La sede delle Nazioni Unite ha ospitato lo scorso 29 giugno una conferenza sui cambiamenti climatici dal titolo “Oceani. Clima. Vita” organizzata da Parley for the Oceans. In questa occasione Adidas e l’associazione ambientalista hanno presentato il primo prodotto nato dalla collaborazione e realizzato con i rifiuti oceanici.
Si tratta del primo paio di scarpe al mondo la cui tomaia è interamente realizzata con materiali di recupero riciclati dai rifiuti di plastica e dalle reti illegali recuperate in mare.
Siamo anche su WhatsApp. Segui il canale ufficiale LifeGate per restare aggiornata, aggiornato sulle ultime notizie e sulle nostre attività.
![]()
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.
Il nuovo presidente del Cile, José Antonio Kast, ha immediatamente sospeso decine di norme per la protezione di clima, natura e ambiente.
Il progetto Safe Water in Uganda, anche grazie a Cassa Depositi e Prestiti, serve oggi 187mila persone e aiuta a tutelare le foreste.
Una densa nube avvolge la capitale dell’Iran. L’aria è irrespirabile ed è caduta pioggia acida che potrebbe contaminare le falde acquifere.
Non solo tecnologia: il Gruppo Mitsubishi Electric trasforma il principio dei benefici reciproci in azioni per l’inclusione e la tutela del pianeta.
Uno squalo è stato individuato da un gruppo di scienziati al largo delle Isole Shetland Meridionali, in Antartide. Non era mai accaduto prima.
Le coste italiane sono fragili, come dimostra la Puglia, ma è tutta l’Europa a fare i conti con un territorio esausto.
Come ci giudicheranno le generazioni future? Bene, se ci impegniamo per lasciare un mondo più sano e pulito. Solo così saremo buoni antenati.
Un viaggio nei 100 siti culturali racchiusi nel territorio di 4 comuni della Ciociaria, nel basso Lazio, che uniscono le forze per un obiettivo comune.
Con quali tecnologie gestiremo gli edifici del futuro? Come saranno costruiti, con quali materiali, su quali princìpi? Lo rivelano le startup presenti a Klimahouse 2026.