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Secondo il rapporto annuale dell’Airports Council International’s Carbon Accreditation l’impatto ambientale degli aeroporti è diminuito grazie all’aumento delle strutture che hanno adottato provvedimenti per tagliare le emissioni
Il trasporto aereo ha un elevato impatto ambientale e l’aviazione civile genera ogni anno milioni di tonnellate di CO2 con gravi conseguenze sul clima. Sebbene le parole “aereo” e “sostenibilità” siano ancora antitetiche, gli aeroporti si stanno impegnando per ridurre la propria impronta ecologica e tagliare le emissioni. È quanto emerso dal rapporto annuale dell’Airports council international’s carbon accreditation, ente nato nel 2009 e che riunisce gli aeroporti che stanno lavorando per neutralizzare il proprio impatto.
Secondo il rapporto sono stati compiuti grandi passi in avanti rispetto al 2016. Il dato più positivo è quello relativo alle strutture che hanno aderito all’Airport carbon accreditation, programma che analizza e accredita gli sforzi degli aeroporti per gestire e ridurre le proprie emissioni di carbonio attraverso quattro livelli di certificazione. Il numero degli aeroporti aderenti è aumentato del 21 per cento rispetto allo scorso anno, passando da 156 a 189 e coprendo così quasi il 40 per cento del traffico globale dei voli di linea. “Questo significa che ora oltre 2,8 miliardi di passeggeri utilizzano aeroporti certificati dal programma”, ha spiegato Angela Gittens, direttore generale dell’Airports council international.
L’Airport carbon accreditation, come detto, prevede quattro livelli di certificazione: mapping, reduction, optimisation e neutrality, valuta l’impegno di ciascun aeroporto e le azioni intraprese volte al taglio delle emissioni e li classifica di conseguenza. Il primo livello di certificazione avviene quando l’aeroporto sta mappando le proprie emissioni e sviluppando un piano per gestirle, mentre la certificazione più avanzata attesta che la struttura sta utilizzando ogni risorsa per ridurre il proprio impatto ambientale.
Gli aeroporti possono agevolare le compagnie che lavorano per ridurre le emissioni inquinanti. “Gli aeroporti che offrono vantaggi alle compagnie aeree, come la riduzione delle tariffe di sbarco se utilizzano biocarburanti, possono contribuire a indirizzare l’industria verso la giusta strada”, ha affermato Phillipe Lacamp della compagnia aerea cinese Cathay Pacific Limited.
Nonostante il presidente degli Stati Uniti Donald Trump non perda occasione per negare l’esistenza dei cambiamenti climatici e abbia deciso di ritirarsi dall’Accordo di Parigi, gli aeroporti americani si stanno impegnando per tagliare le emissioni climalteranti. Sei nuovi aeroporti sono stati certificati e il Dallas Fort Worth è diventato il primo aeroporto americano a raggiungere lo status di carbon neutral.
Da segnalare anche la notevole partecipazione degli aeroporti africani, passati dai tre accreditati del 2016 agli attuali dieci, in grado di sostenere il 28 per cento del traffico aereo dell’intero continente.
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