Giornata mondiale dell’ambiente, il Parlamento italiano non approva lo stato di emergenza climatica

Il Parlamento italiano, nella Giornata mondiale dell’ambiente, impegna il governo a muoversi contro i cambiamenti climatici, ma non approva la mozione per dichiarare emergenza climatica e ambientale.

Riduzione delle emissioni di gas serra, transizione energetica verso le fonti rinnovabili, efficienza, sviluppo infrastrutturale virtuoso, prevenzione del rischio idrogeologico: sono alcuni degli impegni che il Parlamento chiede al governo, in occasione della Giornata mondiale dell’ambiente, con l’approvazione avvenuta questa mattina al Senato della mozione di maggioranza sui cambiamenti climatici.


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Oggi, in Senato, per festeggiare come si deve la Giornata dell’Ambiente, ricordata in tutti i meravigliosi interventi, NON è stata dichiarata Emergenza Climatica. Anzi, sono stati respinti tutti gli emendamenti che promuovevano date e paletti certi alla decarbonizzazione dell’Italia, a favore dei soliti impegni blablabla per l’ambiente. Ottimo. Si vede che nessuno di quelli che ha votato contro ha dei figli. Si vede che nessuno nel governo vive in Italia – dove la T media è aumentata non di +1,1 come la media globale, ma di +1,58°C. Si vede che nessuno di voi penserà di essere ancora vivo nel 2030. Buona giornata dell’Ambiente. #fridaysforfuture #fridaysforfutureitalia

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Tra gli impegni non c’è però la dichiarazione di emergenza climatica e ambientale, che era fortemente richiesta dal movimento Fridays for Future Italia e dall’attivista svedese Greta Thunberg, e che in Italia è già stata adottata, tra gli altri, dal comune di Milano: l’impegno era contenuto in una mozione di minoranza che, però, è stata respinta. Nel mondo sono 594 finora le città che hanno sottoscritto la dichiarazione, oltre ai parlamenti di Scozia e Galles.

Che cosa dice la mozione del Parlamento sull’ambiente

La mozione approvata impegna il governo su otto punti:

  1. adottare ogni iniziativa finalizzata alla decarbonizzazione dell’economia, comunque garantendo la sicurezza del sistema energetico del Paese, fissando come obiettivo la strategia a lungo termine dell’Unione europea per la riduzione delle emissioni di gas serra;
  2. attuare ogni misura che favorisca la transizione dalle fonti energetiche fossili alle fonti rinnovabili, compatibilmente con la grid parity (ovvero il raggiungimento del punto in cui il prezzo dell’energia rinnovabile diventa più vantaggioso di quello dell’energia tradizionale, ndr), dall’economia lineare all’economia circolare, favorendo l’investimento nella ricerca e nelle eco-innovazioni;
  3. promuovere lo sviluppo di sistemi eco-efficienti di produzione ricorrendo alla bioeconomia e all’eco-design e, al fine di ridurre gli sprechi energetici, a potenziare ulteriormente il percorso di eco-efficienza energetica da applicare al patrimonio pubblico e privato, anche attraverso sinergie con il mondo produttivo per una costante formazione degli operatori di settore;
  4. porre in essere ogni iniziativa volta a favorire l’autoproduzione distribuita di energia da fonti rinnovabili;
  5. promuovere, in sinergia con gli enti locali, campagne di sensibilizzazione e informazione rivolte ai cittadini, sulle buone pratiche ambientali finalizzate alla mitigazione dei cambiamenti climatici, anche mediante l’introduzione dell’educazione ambientale nelle scuole di ogni grado;
  6. promuovere politiche di sviluppo infrastrutturale e interventi finalizzati alla promozione di iniziative virtuose di mobilità urbana ed extraurbana sostenibile, incluso il trasporto intermodale a beneficio diretto dell’ambiente e degli ecosistemi ma anche della salute e del benessere dell’uomo;
  7. promuovere, di concerto con le regioni e gli enti locali e le autorità di bacino distrettuali, nell’ambito delle proprie competenze, interventi finalizzati alla prevenzione del rischio idrogeologico, nonché misure per l’utilizzo responsabile del suolo;
  8. attuare tutte le misure necessarie al raggiungimento degli obiettivi di riduzione di gas ad effetto serra concordate a livello internazionale ed europeo, e tenendo conto dei benefici ambientali, sociali ed economici connessi alla riduzione delle emissioni.

No allo stato di emergenza climatica e ambientale

La parlamentare Loredana De Petris (Liberi e uguali) aveva fatto propria la richiesta di Fridays for Future Italia, presentando una mozione che che prrevede la dichiarazione dello stato di emergenza climatico-ambientale: una mozione che però era destinata a non passare, visti i numeri della maggioranza parlamentare.

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“Tra i giovani, come hanno dimostrato le grandi manifestazioni dei mesi scorsi in tutto il mondo – ha spiegato De Petris – questa consapevolezza e questa assunzione di responsabilità si stanno diffondendo. Molti governi, e tra questi anche quello italiano, restano invece sordi e immobili. Ma il tempo che ci rimane per invertire la marcia è pochissimo. Bisogna muoversi subito, con la drasticità imposta da un’emergenza ambientale che minaccia la sopravvivenza stessa del pianeta. La dichiarazione dello stato d’emergenza climatico e ambientale può e deve essere un passo deciso in questa direzione”.

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Anche il presidente della Camera dei deputati Roberto Fico ha voluto celebrare la Giornata mondiale dell’ambiente, mettendo la politica davanti alle proprie responsabilità: “Occorre promuovere un nuovo modello di sviluppo all’insegna della sostenibilità – ha detto –  puntando al risparmio energetico, all’incremento delle fonti rinnovabili, all’economia circolare, e in generale modificando i nostri stili di vita individuali”.

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