Il mare era al centro dell’attività accademica e del lavoro sul campo di Monica Montefalcone, morta durante un’immersione alle Maldive.
Ad Amsterdam, nei Paesi Bassi, è possibile partecipare ad un tour lungo i famosi canali della città e ripulirli dalla plastica.
Le facciate dei palazzi tinteggiate con colori caldi che si riflettono nelle acque increspate dei canali, i ponti con i mattoni segnati dal tempo. Il profumo di waffle, birra e patatine fritte; il rumore lieve delle biciclette sull’asfalto. Se avete in programma di visitare Amsterdam, la capitale dei Paesi Bassi, sappiate che c’è un mezzo altrettanto ecologico e divertente per ammirarne gli angoli più caratteristici: Plastic whale organizza tour della città a bordo di imbarcazioni coloratissime ed elettriche. I turisti, armati di retini, vengono accompagnati lungo i canali e mentre si godono il paesaggio sono invitati a raccogliere tutti i rifiuti che avvistano in acqua; chi recupera l’oggetto più strano riceve un premio.
Il tour ha una durata di due ore; il biglietto costa 25 euro e include snack e bevande. “Sembra incredibile, ma la gente lo adora”, racconta Marius Smit che ha fondato Plastic whale dopo aver girato il mondo ed essersi reso conto di quanto l’abbiamo inquinato. L’obiettivo iniziale del progetto, nato nel 2011, era quello di costruire un’imbarcazione con la plastica recuperata dai canali di Amsterdam.
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Ora le barche sono undici, grazie a più di 21mila persone che hanno aderito all’iniziativa con entusiasmo e raccolto circa 195mila bottiglie e 3.500 sacchetti. È la dimostrazione che “la plastica non è solo un rifiuto, ma può diventare una fantastica materia prima”, prosegue Smit, che ha da poco lanciato una linea di mobili da ufficio realizzati con gli scarti raccolti dai turisti.
L’azienda ha aperto una sede a Rotterdam e punta a diffondere l’iniziativa anche a Bangalore, in India, per poi espandersi nel resto del mondo. “Nel nostro caso, la pesca eccessiva è un fenomeno positivo”, si legge sul sito di Plastic whale. L’obiettivo dell’azienda è il fallimento: “Se non ci sarà più bisogno di noi vorrà dire che saremo riusciti a raggiungere l’obiettivo, un mondo libero dalla plastica”, conclude Smit.
Sono molte le realtà che condividono questo sogno: LifeGate ha lanciato l’iniziativa PlasticLess per pulire il Mediterraneo con i Seabin, cestini per il mare da posizionare nei porti italiani. Repubblica e Legambiente hanno lanciato la campagna #oggiraccolgoio per esortare i cittadini ad armarsi di guanti e secchi per liberare il proprio quartiere dai rifiuti – anche i giornalisti hanno partecipato nelle circostanze della redazione. A volte le soluzioni più efficaci sono letteralmente a portata di mano.
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