Dopo 16 anni di governo è arrivata una pesante sconfitta per Viktor Orbán alle elezioni legislative in Ungheria. Ora il paese tornerà a cooperare con l’Unione europea.
Il 24 giugno è stata una data storica per l’Arabia Saudita: finalmente, ora le donne possono guidare. Abbiamo raccolto i sorrisi più belli delle ragazze al volante.
L’Arabia Saudita era l’unico paese del mondo a vietare alle donne di guidare. Ora non più: il 24 giugno 2018 è entrato in vigore il decreto emanato dal re Salman che permette alle ragazze di prendere lezioni di guida e spostarsi finalmente in modo autonomo.
Leggi anche: Le donne festeggiano in Arabia Saudita: finalmente possono guidare
Alcune di loro hanno già ottenuto la patente, tra cui Fadya Basma, che adesso lavora per un’azienda di car-sharing: “È un giorno meraviglioso. L’Arabia Saudita non sarà mai più la stessa”, ha dichiarato al quotidiano britannico Guardian. “Sapevo che questo momento sarebbe arrivato. È successo all’improvviso, e mi sento libera come un uccellino”, aggiunge Samar Almogren.
Aseel Al-Hamad ama le corse automobilistiche sin da quando era piccola. Il suo sogno di scendere in pista è diventato realtà: lo ha fatto sul circuito di Le Castellet, poco prima del gran premio di Francia, al volante della Lotus del 2012 con cui Kimi Raikkonen vinse il gran premio di Abu Dhabi. “Guidare un’auto di Formula 1 va oltre i miei sogni”, ha affermato la ragazza, che è entrata a far parte della Federazione motoristica dell’Arabia Saudita. “Farlo nel giorno in cui le donne possono guidare sulle strade nel mio paese, dimostra cosa puoi fare se hai la passione e lo spirito per sognare”.
Molte cose stanno cambiando in Arabia Saudita: ad aprile hanno riaperto i cinema, dopo 35 anni. Nel frattempo, però, sei attiviste per i diritti delle donne rimangono in prigione… la speranza è che le luci prevalgano sulle ombre.
Siamo anche su WhatsApp. Segui il canale ufficiale LifeGate per restare aggiornata, aggiornato sulle ultime notizie e sulle nostre attività.
![]()
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.
Dopo 16 anni di governo è arrivata una pesante sconfitta per Viktor Orbán alle elezioni legislative in Ungheria. Ora il paese tornerà a cooperare con l’Unione europea.
I raid israeliani sul Libano sono i più pesanti da diverse settimane e hanno colpito tanto la capitale Beirut quanto il sud del paese. L’Iran minaccia ripercussioni.
La risoluzione Onu non ha carattere vincolante ma può aprire la strada a scuse pubbliche e risarcimenti. Gli Usa hanno votato contro, l’Italia si è astenuta.
I bombardamenti israeliani sul Libano hanno già causato oltre 900 morti e un milione di sfollati. Israele vuole replicare quanto fatto nella Striscia di Gaza?
Impianti di desalinizzazione, vulnerabilità ambientale, intrecci finanziari: cosa c’entra l’acqua con la guerra in Medio Oriente.
Negli ultimi mesi gli Stati Uniti hanno aumentato la pressione economica su Cuba. La situazione è una crisi umanitaria drammatica.
Il conflitto nel Golfo minaccia una delle infrastrutture energetiche più importanti, con effetti su mercati, commercio e sicurezza energetica globale. Qual è la storia, chi sono gli attori e le possibili conseguenze.
Nell’opulenta Dubai, vip, influencer e ultra-ricchi fuggono in massa dalla guerra. Lasciando cani legati a lampioni e gatti in gabbie per strada.
Mentre la conta dei danni civili e ambientali dell’offensiva degli scorsi anni non è ancora terminata, Israele ha ripreso a bombardare il Libano.
