Come l’Argentina ha deciso di salvare il servizio sanitario nazionale dalla “bancarotta”

L’Argentina ha varato una patrimoniale per salvare il servizio sanitario nazionale. Si aggiunge a leggi simili in Bolivia, Spagna e Belgio. Ma non in Italia.

In Argentina è ufficialmente entrata in vigore una nuova tassa patrimoniale. Si tratta di un prelievo una tantum che colpirà i super-ricchi del paese e i cui proventi verranno utilizzati per finanziare il servizio sanitario nazionale, in ginocchio per la Covid-19. Una misura voluta dal governo del presidente Alberto Fernandez e che entra in vigore in un paese dove il 40 per cento della popolazione vive in povertà. Nei mesi scorsi altri stati come la Spagna, il Belgio e la Bolivia avevano introdotto forme di tassazione simili, mentre in Italia per il momento le proposte al riguardo si sono tradotte in un nulla di fatto.

Tassare i ricchi, curare i poveri

Lo scorso dicembre il parlamento argentino ha approvato una sorta di patrimoniale per i conti superiori a 2 milioni di euro, con 42 voti a favore e 26 contrari. La direttiva, entrata ufficialmente in vigore il 29 gennaio, prevede un prelievo una tantum fino al 3,5 per cento per i patrimoni dichiarati in patria, che sale al 5,25 per cento per quelli che invece risultano all’estero. “I momenti eccezionali esigono misure eccezionali e l’impegno di tutta la società”, ha sottolineato il capo di Gabinetto Santiago Cafiero, in una sorta di appello alla solidarietà a chi sta accusando meno la crisi indotta dal Covid-19.

Secondo le proiezioni, sono circa 12mila i super-ricchi che saranno colpiti da questa tassa e il governo punta a raccogliere qualcosa come tre miliardi di euro, l’1 per cento del Pil locale. Le risorse verranno utilizzate per investimenti nel sistema sanitario, in un paese che ha superato e di parecchio il milione di contagi totali e che si avvia verso i 50mila morti dall’inizio della pandemia. Un’altra parte del prelievo verrà poi indirizzata alle piccole e medie imprese, nella speranza di aiutarle in un momento economicamente molto difficile, oltre che per borse di studio e altre forme di aiuti sociali.

Mentre la popolazione ha ben accolto la legge, in un contesto che è ormai recessivo dal 2018, dove il pil (prodotto interno lordo) ha subito una caduta del 12 per cento e il tasso di povertà è cresciuto del 35 per cento, con oltre il 40 per cento degli abitanti che vive sotto la soglia di sostenibilità economica, le grandi aziende si sono scagliate contro la nuova misura. Il Foro de convergencia empresarial, che rappresenta diverse realtà imprenditoriali, e il partito di centrodestra Juntos por el cambio hanno denunciato una “confisca di stato”, mentre la Sociedad rural argentina ha espresso il timore che la nuova tassazione possa diventare definitiva.

Le altri patrimoniali e l’occasione mancata italiana

In realtà la nuova legge entrata in vigore in Argentina non è una novità. Nei mesi scorsi diversi altri stati hanno approvato forme di tassazione per i più ricchi volte a sostenere il paese nel contesto di difficoltà socio-economica causato dal virus. Il 10 dicembre scorso la Bolivia ha votato una tassa annuale e permanente sui patrimoni superiori ai 3,5 milioni di dollari, con un’aliquota progressiva fino al 2,4 per cento con cui si punta a raccogliere quasi 200 milioni di euro da destinare a spese sociali.

Anche l’Europa non è stata a guardare. In Spagna il governo guidato dal socialista Pedro Sanchez ha varato una legge di bilancio per il 2021 che tra le altre cose ha previsto un aumento progressivo dell’Irpef fino al 3 per cento per redditi superiori ai 200mila euro annui, mentre è salita l’imposizione fiscale anche per le società d’investimento immobiliare e per le i colossi digitali. In parallelo, si è discusso dell’introduzione di una vera e propria patrimoniale, con un prelievo dell’1 per cento sui patrimoni che superano i 10 milioni di euro. Il Belgio invece lo scorso autunno ha introdotto una tassazione dello 0,15 per cento sui conti di deposito in titoli, quelli cioè usati per investimenti finanziari, superiori a un milione di euro. Un “contributo di solidarietà” che dovrebbe portare nelle casse di Bruxelles 428 milioni di euro, destinati al sistema sanitario martoriato dalla pandemia. 

L’aula della Camera ha appena respinto, dopo il parere contrario del Governo, l’ordine del giorno che con altri avevo…

Posted by Nicola Fratoianni on Sunday, December 27, 2020

Anche in Italia nei mesi scorsi si è riacceso il dibattito sulla tassa patrimoniale, un tema toccato anche in un video di Zerocalcare. Un’imposta sui grandi patrimoni di almeno 500 mila euro, con un’aliquota dello 0,2 per cento a salire fino al 2 per cento per quelli superiori ai 50 milioni di euro, era stata presentata dal deputato di Liberi e uguali Nicola Fratoianni, assieme al deputato del Partito democratico Matteo Orfini. Ma a fine dicembre, al momento del voto sulla legge di Bilancio per il 2021, il parlamento ha bocciato l’emendamento, facendo naufragare per almeno un altro anno la possibilità di chiedere una mano ai più ricchi in un momento economicamente e socialmente difficile per il paese.

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