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Greg Hunt, ministro federale dell’Ambiente australiano, ha deciso di impedire i safari di caccia al coccodrillo nel Territorio del Nord. “La mia opinione è che vi sia un rischio di trattamento crudele e inumano”, ha affermato il ministro. “Dal mio punto di vista, è un trattamento inappropriato”. La presa di posizione di Hunt arriva
Greg Hunt, ministro federale dell’Ambiente australiano, ha deciso di impedire i safari di caccia al coccodrillo nel Territorio del Nord. “La mia opinione è che vi sia un rischio di trattamento crudele e inumano”, ha affermato il ministro. “Dal mio punto di vista, è un trattamento inappropriato”.
La presa di posizione di Hunt arriva a seguito di due anni di prova in cui sono stati cacciati solo 50 esemplari di coccodrillo l’anno e dopo aver consultato i proprietari terrieri della zona, le associazioni ambientaliste, gli operatori di settore e gruppi animalisti.
Le vecchie abitudini sono però dure a morire e diversi colleghi del ministro hanno giudicato miope la decisione sostenendo che, lungi dall’essere disumano, il safari di caccia al coccodrillo è invece una risorsa economica irrinunciabile per il Territorio del Nord che potrebbe fruttare dai 20.000 ai 50.000 dollari a cacciatore.
Secondo il professor Grahame Webb, che gestisce il Crocodylus Park di Darwin, capitale della regione, il governo federale non era preparato per resistere alle proteste degli attivisti per i diritti degli animali.
La maggior parte dei coccodrilli di acqua salata si trova inoltre su terre aborigene; secondo Hunt, “continuare a togliere diritti alle popolazioni aborigene per continuare questa pratica è ingiusto”.
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