Il 17 febbraio, un incendio ha distrutto il Teatro Sannazaro di Napoli. Partono le donazioni, gli artisti si mobilitano, ma è possibile ricostruire?
Nidi per uccelli e per pipistrelli, alveari, “hotel” per insetti e corridoi verdi. Così la natura diventa protagonista nella città spagnola di Barcellona.
In Spagna il lockdown della scorsa primavera ha trasformato Barcellona in un’oasi. I parchi, non più frequentati dagli esseri umani, si sono ripopolati di animali mentre la vegetazione cresceva indisturbata.
“Non c’erano più persone, cani o giardinieri. Ha persino piovuto più del solito nei mesi primaverili. Per questo le piante sono diventate così rigogliose, è aumentato il numero di insetti e quindi il cibo a disposizione degli uccelli. C’erano anche molte più farfalle”, racconta al quotidiano Guardian Margarita Parés, direttrice del programma cittadino per la biodiversità. In effetti, stando ai dati dello Urban butterfly monitor scheme, il numero di farfalle nel 2020 è aumentato del 74 per cento rispetto allo stesso periodo nel 2019, con un incremento del 28 per cento delle specie per parco – incluse alcune mai viste prima in città, come Hipparchia semele e Apatura ilia.
L’amministrazione di Barcellona ha deciso di approfittare di questa situazione per portare avanti un progetto che era già in cantiere, cioè quello di “riforestare” la metropoli. Sembrerebbe proprio il momento giusto, dato che con la pandemia gli abitanti si sono resi conto di aver bisogno di aria fresca e spazi aperti.
Arricchire una città di elementi naturali non vuol dire lasciare che diventi selvaggia. Invece di pensare soltanto a parchi e giardini, dobbiamo ragionare in termini di infrastrutture verdi.
“Le persone vanno rieducate”, spiega Lorena Escuer, che ha gestito un’iniziativa per circondare gli alberi lungo i viali di fiori, anziché grate o cemento. “Per loro la natura è qualcosa che si trova al di fuori dell’ambiente urbano, mentre bisogna portarla dentro”. È quello che pensa anche Francisco Bergua, presidente dell’associazione spagnola dei parchi e dei giardini pubblici (Aepjp), che crede sia importante per i cittadini capire che concedere spazio alla natura non è sinonimo di negligenza.
Nella metropoli si stanno realizzando quindi 783.300 metri quadrati di nuovi spazi verdi, tra cui un’area intorno alla Sagrada Família, e 49mila metri di corridoi verdi. Inoltre, saranno messi a dimora 40 alveari, verranno costruite 200 torri per ospitare uccelli e pipistrelli, e 80 aree fiorite destinate a diventare veri e propri “hotel per insetti”.
Per far sì che Barcellona possa fungere da esempio per il resto della Spagna si cercherà di sfruttare ogni superficie, anche i tetti. Come ha fatto l’architetto Sergio Carratalá, che ha costruito un giardino sul tetto di un vecchio edificio nei pressi del porto antico, piantandoci 10mila piante perenni, resistenti alla siccità e capaci di attirare gli insetti impollinatori, così da garantire la presenza di fiori tutto l’anno e un riparo per gli uccelli dove costruire il nido e rifocillarsi. “Il lockdown ci ha fatto capire come viviamo e come vogliamo vivere. Non si torna più indietro. Ci ha fatto intravedere la natura in città e ci è piaciuto”.
Il progetto di questa località simbolo della Catalogna dimostra come la crisi che stiamo attraversando rappresenti davvero un’opportunità per ripensare il modo in cui abitiamo questo Pianeta. Un’opportunità che dobbiamo saper cogliere.
Siamo anche su WhatsApp. Segui il canale ufficiale LifeGate per restare aggiornata, aggiornato sulle ultime notizie e sulle nostre attività.
![]()
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.
Il 17 febbraio, un incendio ha distrutto il Teatro Sannazaro di Napoli. Partono le donazioni, gli artisti si mobilitano, ma è possibile ricostruire?
Giocando con il concetto di Still Life, la campagna scattata dal fotografo Roberto Savio racconta l’economia circolare secondo Stellantis, un approccio olistico alla sostenibilità del prodotto esteso all’intero ciclo di vita dell’auto.
Tolomeo è il primo podcast di Dargen D’Amico, con LifeGate come media partner e supporto autoriale. Sei episodi in uscita dall’11 novembre, ogni martedì.
La storia e le bellezze del quartiere Ostiense di Roma vengono valorizzate grazie a DOTS Connecting Ostiense, un progetto di rigenerazione urbana partecipata che unisce arte pubblica, memoria storica e cura del territorio.
Un nuovo murales al Gazometro sarà l’ulteriore tassello di un processo di rigenerazione che sta interessando uno dei quadranti più dinamici della Capitale.
Le produzioni LifeGate brillano agli Italian Podcast Awards: Borena porta a casa il premio di Podcast dell’Anno e miglior podcast nella categoria News. Al secondo posto Re:Tour, un’altra produzione LifeGate.
Il fotografo canadese Edward Burtynsky ci porta in angoli del mondo che non riusciremmo a vedere con i nostri occhi, dove sono più profonde le ferite e le cicatrici che abbiamo inflitto come specie. Scatti che danno vita a dialoghi sulla via della transizione.
Il terremoto del 28 marzo non ha abbattuto solo le case e provocato vittime, ma ha colpito anche molti siti culturali del Myanmar. Cosa sappiamo?
Nel West End a Londra è in scena Kyoto, uno spettacolo che parla dei vari negoziati sul clima che hanno segnato la storia della diplomazia climatica.

