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Il progetto della società austriaca Kelag potrebbe compromettere un habitat unico e la sopravvivenza del salmone del Danubio.
La Sana è un fiume affascinante e ricco di vita che attraversa la Bosnia-Erzegovina e che, secondo la leggenda, deve il nome alle proprietà curative delle sue acque. Il fiume rappresenta inoltre l’habitat di uno dei pesci d’acqua dolce più rari e suggestivi d’Europa, il salmone del Danubio (Hucho hucho).
La specie è a rischio estinzione e vive solo nei fiumi di montagna del bacino del Danubio. Questi animali, che possono raggiungere la lunghezza di 1,5 metri, hanno bisogno di fiumi a scorrimento veloce, freschi e ricchi di ghiaia e sono protetti da convenzioni internazionali ed europee. Il destino per questa specie, e per il loro ecosistema, rischia però di essere già segnato.
Il gruppo austriaco Kelag, specializzato nella produzione e distribuzione di energia elettrica e gas naturale, ha infatti avviato la costruzione di una centrale idroelettrica sul fiume Sana. Le gravi conseguenze ambientali del progetto sono state denunciate nel corso di una conferenza stampa svoltasi lo scorso 27 novembre a Banja Luka, in Bosnia-Erzegovina, organizzata nell’ambito della campagna internazionale Save the Blue Heart of Europe, iniziativa nata per proteggere i fiumi dei Balcani e sensibilizzare l’opinione pubblica sui rischi che corrono, minacciati dalla costruzione di 2.700 nuove dighe.
Oltre alla centrale idroelettrica la società austriaca ha annunciato la realizzazione di altre dighe a valle. La valutazione di impatto ambientale degli scienziati non lascia però spazio a dubbi, il fiume Sana è uno dei sei fiumi più importanti al mondo per le specie ittiche minacciate.
“Questo fiume, insieme a pochi altri, fornisce l’ossatura della popolazione di salmone del Danubio rimasta in Europa – ha spiegato Belma Kalamujić, biologa dell’Università di Sarajevo ed esperta di questa specie –. Non deve quindi essere ostruito da centrali idroelettriche”. Belma Kalamujić, insieme ad altri scienziati, ha firmato una lettera di protesta contro il progetto di Kelag, indirizzata al governo del paese e alla Commissione europea.
Oltre al danno ambientale la deturpazione del fiume Sana avrà anche ricadute economiche sulla popolazione locale. Il fiume rappresenta infatti una meta turistica molto ambita da cui i residenti possono trarre profitto senza distruggere il paesaggio.
Paradossalmente, mentre la costruzione della centrale sta distruggendo l’habitat dei salmoni, milioni di euro vengono spesi dall’Unione europea per proteggere altre popolazioni di questa specie, in particolare in Austria.
Secondo una ricerca condotta da Riverwatch, organizzazione che si batte per la salvaguardia dei fiumi europei, dal 1999 ad oggi sono stati investiti circa 45 milioni di euro per ripristinare i fiumi austriaci popolati dal salmone del Danubio.
“Se non fosse una situazione drammatica sarebbe quasi divertente – ha affermato Ulrich Eichelmann, attivista di Riverwatch – mentre vengono spesi milioni per correggere gli errori del passato, aziende come Kelag stanno commettendo di nuovo gli stessi errori nei Balcani, distruggendo i fiumi e minacciando le specie rare. Questo deve finire”.
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