Diritti animali

Diritti animali, Tommy Hilfiger e Calvin Klein rinunciano alle pelli esotiche

Da Calvin Klein a Tommy Hilfiger, l’intero gruppo Pvh corp. non utilizzerà più le pelli esotiche nelle collezioni dei suoi marchi di moda.

La gigantesca società di abbigliamento Pvh corp., di cui fanno parte Calvin Klein e Tommy Hilfiger, ha deciso di eliminare le pelli esotiche dalle collezioni di tutti i suoi marchi di moda. L’annuncio è arrivato dalla Peta (People for ethical treatment of animals), associazione che si batte per i diritti animali e si dice orgogliosa di questo traguardo.

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Una manifestazione della Peta contro le pelli esotiche durante la London fashion week © Leon Neal/Getty Images

La svolta del gruppo Pvh corp.

Niente più pelli di serpenti, coccodrilli, struzzi e altri animali che vengono uccisi e scuoiati con pratiche violente per la produzione di cinture, borse e scarpe. La decisione del gruppo Pvh corp., che include marchi come Calvin Klein, Tommy Hilfiger, Van Heusen, Izod e molti altri, risparmierà la sofferenza a numerose specie e incoraggerà i consumatori ad acquistare materiali vegani di alta qualità.

Questa novità si andrà ad aggiungere a molte altre iniziative già intraprese dai membri del gruppo. Tommy Hilfiger, ad esempio, ha da poco lanciato il nuovo programma Make it possible con cui si impegnerà a operare nel rispetto dei principi cardine della sostenibilità, come la circolarità, la salvaguardia dell’ambiente e l’inclusione sociale.

Come si producono le pelli esotiche

Attenzione, non adatto a un pubblico sensibile – La Peta e i suoi affiliati hanno più volte denunciato la gestione poco etica che si nasconde dietro la fornitura di pelli esotiche. I coccodrilli vengono incisi al collo e nella testa gli vengono conficcate delle aste di metallo; i serpenti vengono gonfiati d’acqua finché non si allenta la pelle che viene poi staccata quando l’animale è ancora cosciente; mentre gli struzzi vengono spennati vivi.

Queste sono solo le ultime torture a cui vengono sottoposti gli animali esotici per la produzione di pelle. Durante la fase di allevamento, le loro condizioni non sono affatto migliori: costretti a vivere ammassati in spazi ridotti, diventano un importante veicolo di un’ampia gamma di patogeni.

La vittoria della Peta contro i marchi di moda

Questa non è la prima vittoria ottenuta dalla Peta contro il gruppo Pvh corp. Nel 1994 Calvin Klein è diventato il primo grande stilista di moda a smettere di vendere pellicce dopo che i sostenitori dell’associazione animalista hanno occupato i suoi uffici a New York. Nel 2013 il gruppo ha ritirato tutti gli articoli di angora dagli scaffali, in risposta alle indagini di Peta Asia sugli allevamenti di conigli d’angora in Cina.

Nel 2019, inoltre, Calvin Klein ha preso la decisione compassionevole di rimuovere tutti gli articoli in mohair dai suoi negozi entro il 2020. E ora si unisce alla lunga lista di marchi – come Brooks Brothers, Jil Sander, Chanel, Diane von Furstenberg, Hugo Boss, Victoria Beckham e molti altri – che hanno finalmente abolito le pelli esotiche dalle loro collezioni.

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