Camera, le deputate potranno allattare durante le sedute di Montecitorio

Cade un tabù: in Italia le deputate potranno allattare durante le sedute della Camera. Avranno a disposizione alcune postazioni riservate.

  • Le deputate italiane potranno allattare nell’aula della Camera.
  • A permetterlo è una nuova disposizione della Giunta per il regolamento parlamentare.
  • Sono sempre di più le esponenti politiche che portano i loro bebè nelle sedi delle istituzioni.

Le deputate italiane avranno la possibilità di allattare i loro bambini e le loro bambine durante le sedute della Camera a Montecitorio. Cade così un tabù che finora aveva ostacolato la loro partecipazione ai lavori parlamentari. A sancirlo è la Giunta per il regolamento parlamentare, con una delibera del 15 novembre.

Come cambia il regolamento della Camera

Tutto nasce dal fatto che il regolamento della Camera, all’articolo 64, preveda che nessuna persona estranea possa entrare nell’aula, per nessun motivo; e per “persona estranea” si intende chiunque, neonati compresi. Esistono delle tribune per il pubblico, ma sono rigidamente separate. Ciò significa che finora le deputate neomamme hanno dovuto scegliere tra l’allattamento e la presenza alle sedute.

Facendo seguito a un ordine del giorno presentato da Gilda Sportiello, eletta per il Movimento 5 stelle, la Giunta il 15 novembre ha approvato una deroga all’articolo 64. Quest’ultima prevede che una deputata, facendone “tempestiva richiesta”, possa partecipare alle sedute con il proprio figlio o figlia di meno di un anno, per avere la possibilità di allattare. A tale scopo potrà sedersi in un’apposita postazione nell’ultima fila superiore dell’emiciclo o in una tribuna riservata.

In altri paesi l’allattamento in aula è la norma

Negli ultimi anni, diverse esponenti politiche hanno scelto di normalizzare la pratica dell’allattamento anche nelle sedi delle istituzioni. In Australia la prima è stata la senatrice Larissa Waters a maggio 2017, in Spagna la parlamentare di Podémos Carolina Bescansa a gennaio 2016 (una scelta che l’ha però esposta a parecchie critiche). Al Senato statunitense questo diritto è stato introdotto nel 2018 per merito della democratica Tammy Duckworth, la prima donna con disabilità eletta al Senato e anche la prima senatrice a partorire durante il proprio mandato.

Jacinda Ardern neonata Onu
Jacinda Ardern, premier della Nuova Zelanda, ha portato con sé la figlia neonata all’Assemblea generale dell’Onu © Don Emmert/Afp/Getty Images

Al Parlamento europeo Vittoria, figlia dell’italiana Licia Ronzulli (ora senatrice), per anni è stata di casa: ha fatto il suo debutto tra i banchi di Strasburgo a settembre 2010, ad appena 44 giorni, e da allora è stata vista più volte disegnare e giocare tranquilla sui banchi. Anche l’eurodeputata svedese Jytte Guteland nel 2017 ha votato con il suo bebè sulle ginocchia. L’alternativa sarebbe stata quella di non partecipare alle votazioni, non avendo la possibilità di delegare qualcun altro. Neve Te Aroha, la bimba della premier neozelandese Jacinda Ardern, a tre mesi di vita era già all’Assemblea generale delle Nazioni Unite.

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