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20 fondazioni unite per lo sviluppo di una catena agroalimentare sostenibile e sicura, per la salute e l’ambiente. Ogni anno più di 580 milioni di contributi.
Ci sono, tra le altre, la Bill e Melinda Gates, Kellogs, Agropolis e per l’Italia Fondazione Cariplo. Queste alcune delle fondazioni unite nel Gaff (Global alliance for the future of food), con l’intento di promuovere sistemi agroalimentari sostenibili, nel rispetto dell’ambiente e che educhino alla salute.
Annualmente le fondazioni contribuiscono a progetti filantropici con 4,56 miliardi di euro, dei quali più di 580 milioni finiscono in quelli legati al cibo e all’agricoltura, in particolare in quelle aree del pianeta dove la popolazione vive grazie alla coltivazione della terra.
L’occasione per parlarne e per rendere noti questi numeri non poteva non essere Milano e l’Expo 2015, come confermato dal presidente di Fondazione Cariplo, Giuseppe Guzzetti: “Nel momento in cui l’attenzione mondiale è rivolta a Milano, il dialogo Gaff è anche un’occasione per rendere visibile il contributo che le fondazioni possono dare al processo di trasformazione dei sistemi agroalimentari verso una maggiore sostenibilità, sicurezza ed equità”.
Anche Fondazione Cariplo, ad esempio con il progetto Ager avviato nel 2007, supporta la ricerca nella produzione e nell’intera filiera, dall’ortofrutticolo allo zootecnico, dal vitivinicolo al cerealicolo. Fino ad oggi sono 25 i milioni di euro suddivisi tra 16 progetti e che hanno visto coinvolti oltre 46 tra università e centri di ricerca su tutto il territorio nazionale. E c’è spazio anche per le evoluzioni della ricerca, in particolare per quanto riguarda l’acquacoltura, l’agricoltura di montagna, l’olio e i prodotti caseari.
Nel mondo sono più di 500 le fondazioni attive, distribuite in 21 paesi, con un patrimonio di circa 100 milioni, capace di generare migliaia di progetti a sostegno spesso di intere comunità, dal valore ambientale, sociale, culturale. Solo Fondazione Cariplo, dal 1991 ad oggi, ha sostenuto finora più di 30.000 progetti, con un contributo di 2,5 miliardi di euro.
“Il Terzo Settore ci vede sempre più come il principale interlocutore”, spiega il presidente Guzzetti. “questo fatto ci responsabilizza sempre di più, anche perché non avendo risorse sufficienti per rispondere a tutti i bisogni, dobbiamo razionalizzare e concentrare le risorse verso le attività più strategiche, con uno sguardo anche alle prospettive delle organizzazioni e delle nostre comunità”, sottolineando come: “L’ottima performance dei rendimenti del patrimonio nel 2014 ha consentito di ammortizzare l’effetto della pesante scure fiscale, che lo scorso anno ha inferto un doppio duro colpo sulle rendite della fondazione e che ha rischiato di sottrarre risorse all’attività filantropica.”
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