Sui principali marketplace online sono aumentate le richieste di informazioni sulle auto elettriche a causa dell’aumento del prezzo di benzina e diesel causato dalla guerra in Iran. E si chiede se questo interesse durerà.
Dal 2030 in Danimarca non si potranno più acquistare auto alimentate a diesel, mentre dal 2035 il divieto sarà esteso anche ai motori ibridi.
“Le auto a diesel e benzina sono il passato”. Ha commentato così il primo ministro danese Lars Løkke Rasmussen la decisione del governo di vietare la vendita di nuovi veicoli diesel dal 2030 e di quelli ibridi dal 2035. L’impegno è arrivato durante l’incontro formale del governo danese per varare la prossima roadmap climatica al 2050. L’obiettivo è quello di diventare un paese a zero emissioni di CO2 entro metà secolo, grazie sopratutto alla crescita delle rinnovabili, eolico in testa. “Certo si tratta di un obiettivo ambizioso, ma è esattamente quello che dobbiamo provare a fare”, ha detto Rasmussen al Parlamento lo scorso lunedì.
Il mercato danese è un po’ controverso. Servizi e welfare sono sostenuti da un’elevata tassazione, così come i costi legati all’energia e ai consumi idrici . Lo stesso è accaduto con l’auto elettrica: se nel 2015 grazie agli incentivi in Danimarca sono state venduti 4.662 veicoli elettrici ed ibridi, il numero è poi sceso a 1.438 per crollare definitivamente nel 2017, quando l’attuale governo ha tolto gli incentivi. Lo scorso anno infatti le vendite non hanno superato i mille esemplari, rappresentando lo 0,4 per cento del mercato. Quindi pare che l’obiettivo di arrivare al 2030 con un milione di veicoli elettrici circolanti – il che rappresenterebbe la metà del parco circolante attuale – non sia per nulla semplice da raggiungere, se non ripensando ad un sistema di incentivi statali.
Some good news sprinkled in: Denmark to ban sale of petrol and diesel cars from 2030 on. #FossilFree #Future https://t.co/LqqHXtWrW9 via @markets
— 350.org Europe (@350Europe) 3 ottobre 2018
Lo stop delle auto alimentate a diesel sta avvenendo anche in altre città del mondo: Francia e Regno Unito hanno deciso per il 2040, mentre la Norvegia addirittura per il 2025. Ma qui il mercato è fortemente supportato da una serie di detrazioni fiscali. A livello locale invece si sta facendo di più: da Parigi a Rotterdam, da Milano a Madrid passando per Città del Messico, sono molte le città che stanno pensando alla messa al bando dei veicoli alimentati a combustibili fossili, secondo varie tabelle di marcia. La stessa capitale della Danimarca, Copenaghen, vuole vietare l’ingresso delle auto diesel in città già dal prossimo anno. L’obiettivo è comune: riduzione degli inquinanti e delle emissioni.
Nel nostro paese circolano circa 7mila auto elettriche, circa lo 0,1 per cento del mercato italiano. Se nel 2015 erano circa 2mila le nuove auto vendute, l’anno successivo si è però registrato un calo del 5 per cento. Meglio l’ibrido, con un +40 per cento nel 2016. Pare quindi ovvio che per stimolare il mercato ci sarà bisogno di una spinta decisa da parte del Governo per incentivare la rottamazione dei vecchi veicoli, ma sopratutto lavorare sul potenziamento e sul rinnovamento del trasporto pubblico. Non si tratta infatti di sostituire ogni auto a diesel con un’elettrica, ma ripensare la mobilità tutta, a partire da quella privata.
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