Uno studio condotto in India ha osservato che sostituendo i fertilizzanti chimici con quelli organici, le verdure riacquistano i nutrienti persi in decenni di agricoltura intensiva.
L’ente certificatore dell’agricoltura biodinamica lancia un appello per frenare nell’Unione europea la deregolamentazione dei nuovi ogm.
“Un’ipotesi allarmante”: così Demeter Italia, associazione che raccoglie i produttori e i trasformatori biodinamici ed ente certificatore dell’agricoltura biodinamica, definisce la possibilità che nell’Unione europea venga confermata la deregolamentazione delle tea, i cosiddetti nuovi ogm. E lancia un appello chiedendo alle aziende titolari del marchio di sottoscrivere una lettera aperta che sarà inviata al ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida per difendere le campagne e la libertà di scelta sulla qualità degli alimenti.
In questi giorni, infatti, la Coalizione internazionale contro gli organismi geneticamente modificati ha chiesto il supporto delle realtà Demeter in tutta Europa con lo scopo di mantenere alta l’attenzione sul tema.
“Da sempre l’agricoltura biodinamica esclude qualsiasi tipo di manipolazione delle sementi”, ha affermato Enrico Amico, presidente di Demeter Italia. “Il nostro no ai nuovi ogm è motivato dal fatto che queste tecnologie consentono rapide evoluzioni che in natura avverrebbero nel corso di diversi anni generando effetti imprevedibili sull’ambiente e sull’organismo umano. Questo tipo di sementi sono create per rispondere all’eccezionalità o a una specificità, come per esempio l’attacco di un parassita, ma è alto il rischio che venga alterato l’equilibrio naturale nel suo complesso”.
Un’altra criticità fondamentale sarebbe la coesistenza di un’agricoltura convenzionale che fa uso di tea e un’agricoltura biologica e biodinamica che le esclude dagli standard di produzione: “Una deregolamentazione dei nuovi ogm finirebbe per ledere i diritti degli agricoltori bio che non sarebbero tutelati nella propria azienda e correrebbero il rischio di trovarsi delle sementi contaminate, attraverso per esempio gli insetti impollinatori. Allo stesso modo, i consumatori potrebbero acquistare prodotti accidentalmente inquinati dai nuovi ogm e questo minerebbe la loro libertà di scelta, oltre al fatto che la deregolamentazione degli ogm prevede un’etichetta sempre più generica”.
Secondo Amico, i nuovi ogm non sono la strada per risolvere i problemi di un’agricoltura intensiva che ha depauperato il terreno agricolo, impoverendolo: “La soluzione non può essere questa né sul fronte della fertilità dei terreni, né sulle possibilità di generare reddito per gli agricoltori. Il futuro si traccia non manipolando la Natura, ma rispettandola e curandola. In questo senso la biodinamica è la massima espressione dell’agroecologia basata su un terreno vivente, ricco di humus, un terreno dove c’è un equilibrio naturale che consente di resistere agli attacchi di malattie e insetti, di trattenere meglio l’acqua contro le alluvioni e la siccità, e di sequestrare anidride carbonica contro i cambiamenti climatici”.
Mentre gli ogm prevedono l’inserzione nel genoma di un organismo delle sequenze di geni di altre specie – dunque di dna estraneo – , le tea intervengono sul genoma di un organismo con geni provenienti da organismi della stessa specie.
La deregolamentazione delle tea è una proposta legislativa della Commissione europea del 5 luglio 2023, un testo con cui si punta a fare una distinzione tra vecchi organismi geneticamente modificati e nuove tecniche di evoluzione assistita, consentendo di esentare queste ultime dal vigente principio di precauzione e valutazione del rischio che c’è per gli ogm. L’urgenza di deregolamentare le tea e consentire uno sviluppo e un commercio più snello viene avvalorata da chi le sostiene in particolar modo per rispondere alla necessità di garantire la sicurezza alimentare creando piante resistenti ai pesticidi e alle malattie e resilienti ai cambiamenti climatici.
Lo scorso febbraio, il Parlamento europeo ha approvato la proposta di deregolamentazione delle tea, ma ha votato anche due emendamenti, uno riguardante l’obbligo di indicare sull’etichetta dei prodotti la dicitura “Nuove tecniche genomiche” anche quando un solo ingrediente è creato tramite tea, l’altro riguardante la tracciabilità, attraverso la trasmissione e la conservazione delle informazioni relative al contenuto di tea, in ogni fase dell’immissione sul mercato.
L’iter legislativo proseguirà non prima dell’autunno, quando il neoeletto Parlamento europeo inizierà i suoi lavori, a condizione che il Consiglio dei ministri dell’Agricoltura abbia definito la sua posizione negoziale sulla questione.
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