Donald Trump perde la battaglia contro il parco eolico in Scozia

La Corte suprema del Regno Unito ha respinto l’appello di Donald Trump che non voleva la costruzione del parco eolico offshore nella Aberdeenshire.

L’appello di Donald Trump contro il permesso di costruzione del parco eolico offshore (in alto mare) nella Aberdeen Bay, in Scozia, è stato respinto all’unanimità dalla Corte suprema del Regno Unito. La speranza è che il progetto che prevede l’istallazione di undici turbine eoliche, descritto come “uno sviluppo vitale in un momento in cui i prezzi del petrolio non sono mai stati così bassi”, venga portato avanti come previsto.

 

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Un raduno di Donald Trump in Alabama, Stati Uniti © Julie Dermansky/Corbis

 

La vicenda inizia nel 2006 quando Trump decide di comprare, non senza controversie, il Menie Estate a nord della città scozzese di Aberdeen con l’obiettivo di costruire il Trump international golf links, che comprende un hotel e un campo da golf. Il progetto del parco eolico era già stato avviato e il miliardario candidato alla presidenza fa sapere di non essere entusiasta: “Voglio vedere l’oceano, non le turbine eoliche”. Da quel momento inizia la sua battaglia legale, affermando che avrebbe portato avanti la sua lotta “su qualsiasi fronte possibile”. Ha attaccato, in serie, l’ex primo ministro scozzese Alex Salmond, l’organizzazione britannica per il benessere animale Rspca, l’Advertising Standard Authority (Asa) e persino il concetto di turbine eoliche in generale.

 

Nel 2012, ai tempi del primo appello, Trump scrive a Salmond: “Vuoi essere ricordato come ‘Alex il pazzo’, l’uomo che ha distrutto la Scozia?”. Questi attacchi fanno da spartiacque a illazioni sul governo scozzese, secondo lui guidato da una “mentalità insensata, meschina e bigotta”. Inoltre afferma che “la storia screditerà tutte le persone coinvolte” e che il progetto avrebbe deturpato “mostruosamente” il paesaggio  costiero.

 

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Parco eolico offshore © Cameron Davidson/Corbis

 

La battaglia contro l’Asa e il governo scozzese prende una piega inaspettata nel 2013 quando Trump commissiona uno spot pubblicitario raffigurante un grande parco eolico fatiscente con lo slogan “Benvenuti in Scozia”. La pubblicità è stata rimossa dopo la dimostrazione che la foto ritraeva un parco eolico smantellato nello stato americano delle Hawaii. Trump rimane fedele al suo stile offensivo anche nello spot e paragona Alex Salamond al terrorista libico Abdelbaset al-Megrahi, afferma che le turbine eoliche sono “inefficienti”, “mortali per gli uccelli”, e “fatte dai cinesi”. Poco dopo, la Società reale per la protezione degli uccelli (Rspb) approva il progetto, scatenando la reazione di Trump secondo cui “il nome dell’organizzazione dovrebbe essere cambiato in Società reale per l’uccisione degli uccelli (Rskb)”.

 

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Una pubblicità parte della campagna oltraggiosa di Trump

 

Sembra che Trump sia ancora dell’idea che un parco eolico rovini il panorama del suo campo da golf da milioni di sterline. Infatti le dichiarazioni del governo scozzese, della Rspca e persino del Wwf, che ha appena diffuso il risultato dell’appello definendolo “una grande notizia per la Scozia e per tutti quelli che vogliono combattere i cambiamenti climatici e creare nuovi posti di lavoro”, non sono state sufficienti per attenuare le sue preoccupazioni. La speranza è che Trump segua il consiglio del direttore di Wwf Scozia, Lang Banks, di “passare oltre” dopo “aver fallito nel suo intento di minare le ambizioni della Scozia nell’ambito delle energie rinnovabili”, anche considerando l’obiettivo del governo scozzese di abbandonare i combustibili fossili entro il 2030.

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