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Epix, la nuova tecnologia che amplia le funzionalità della carta per imballaggi sempre più sostenibili

Fare in modo che buste e imballaggi di carta offrano prestazioni paragonabili alla plastica per i prodotti monouso. È l’obiettivo di Epix, la nuova piattaforma tecnologica di Henkel.

La plastica è in cima alla lista delle preoccupazioni ambientali dei cittadini europei, rivela un’indagine di Gfk: la cita il 53 per cento del campione, più ancora rispetto ai cambiamenti climatici (44 per cento). C’è però un motivo se il caffè da asporto ci viene servito in un bicchiere di plastica oppure, quando scartiamo un prodotto ordinato da un e-commerce, all’interno della busta notiamo le classiche bolle protettive in plastica. Spesso infatti quello specifico imballaggio è l’unico che, a costi accettabili, possa garantire la corretta conservazione del contenuto, tenerlo al riparo dagli urti o mantenerne la temperatura. Svariate aziende si stanno mobilitando per superare questo limite, andando così incontro alla sensibilità dei loro clienti e dimostrando un atteggiamento proattivo. Per aiutarle in questo percorso di riduzione della plastica, la divisione Adhesive Technologies di Henkel si è messa all’opera per trovare un’alternativa sostenibile, nello specifico ampliando i possibili usi della carta grazie alla tecnologia Epix.

Dalla plastica alla carta grazie a Epix

Il primo punto da chiarire è che Epix non è un prodotto da acquistare già pronto, ma una piattaforma tecnologica. “Un po’ come l’elettrico che rappresenta l’innovazione per il mondo dell’auto”, spiega Mauro Bonfiglio, responsabile europeo di Henkel per lo sviluppo tecnologico e l’innovazione nel ramo del packaging. Il suo obiettivo è quello di potenziare le funzionalità della carta per farle raggiungere prestazioni paragonabili a quelle della plastica, andando incontro a un’esigenza sempre più sentita da parte dei grandi brand. A tutto vantaggio della sostenibilità economica e ambientale.

Il principale limite di molti imballaggi flessibili sta nel fatto che sono costituiti da sottilissimi strati sovrapposti di materiali diversi. L’esempio classico sono le confezioni di caffè macinato che, al contrario di quanto molti credono in buona fede, non possono essere riciclate. Un imballaggio trattato con Epix, al contrario, può essere conferito insieme alla carta. “Nell’impianto di trattamento lo strato di Epix viene staccato con grandissima facilità, mentre la confezione viene immessa nel circuito di riciclo della carta”, continua Bonfiglio.

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Le tazze per bevande calde sono una delle applicazioni di Epix a cui sta lavorando Henkel © Kell Sikkema/Unsplash

Dalle buste alle confezioni, le applicazioni di Epix

Nata negli Stati Uniti e da poco introdotta anche in Europa, Epix è una tecnologia che trova tre principali applicazioni. La prima è quella delle buste imbottite per le spedizioni, a cui Epix attribuisce l’effetto ammortizzante rendendo superfluo il rivestimento interno in pluriball (che anche i consumatori più meticolosi fanno una gran fatica a staccare). La seconda è quella delle confezioni per alimenti. “Pensiamo per esempio all’incarto di una barretta di cioccolato, che non deve macchiarsi per effetto della componente grassa del prodotto né danneggiarsi per l’umidità. Epix in questo caso agisce come una sorta di lacca che migliora le prestazioni tecniche della carta”, prosegue Bonfiglio. La terza è quella dei bicchieri per il caffè o altre bevande calde da asporto. Se possiamo afferrarle senza scottarci è perché contengono una coestrusione di polietilene; un domani lo stesso effetto sarà fornito da Epix. E noi potremo sorseggiare con serenità il nostro caffè, consapevoli del fatto che la tazza verrà poi riciclata senza problemi.

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