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Val di Fiemme, per far crescere una foresta ci vuole una valle

Il modello economico della Val di Fiemme, in Trentino, si basa sul radicamento al territorio che lega imprese e comunità e sfocia in un benessere diffuso e condiviso che punta alla sostenibilità ambientale e sociale.

  • In Trentino, la Val di Fiemme vanta un patrimonio naturale e artigianale unici.
  • La crescita economica della valle non può prescindere dalla sostenibilità ambientale e sociale.
  • A partire dalla comunanza di radici, aziende, cittadini e istituzioni collaborano per generare un benessere diffuso.

Chiamata anche Valle dell’armonia, la Val di Fiemme è adagiata tra le Dolomiti del Trentino e si estende tra il parco naturale di Paneveggio Pale di San Martino, con la sua riserva di cervi, e quello del Monte Corno, con le più varie specie di volatili. Il territorio appare come un grande polmone verde composto da 60 milioni di alberi, per lo più abeti rossi di risonanza il cui legno è utilizzato da liutai di tutto il mondo per la costruzione di preziosi violini. Poiché gli abitanti della valle sono 20mila, si dice che per ogni fiemmese ci siano 3mila alberi. E il bosco è davvero di tutti perché si tratta di un patrimonio collettivo, indivisibile e inalienabile, amministrato e gestito fin dal Medioevo dalla Magnifica Comunità di Fiemme, in rappresentanza di ogni abitante della valle.

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La foresta di abeti rossi della Val di Fiemme © Gaia Panozzo

Val di Fiemme, un patrimonio naturale e artigiano

A caratterizzare la Val di Fiemme non è solo l’esistenza di questo contesto naturale unico, ma anche la presenza di numerose eccellenze artigiane e aziende all’avanguardia che esportano in tutto il mondo. Tra queste ci sono, ad esempio, il Pastificio Felicetti, che da un secolo produce pasta con acqua e aria pure di montagna, con grano 100 per cento italiano (ad eccezione del kamut), referenze biologiche e un innovativo packaging 100 per cento carta; Fiemme Tremila, realtà che da 30 anni produce pavimenti ed arredi in legno secondo rigorosi criteri improntati alla biocompatibilità e salubrità utilizzando solamente vernici e oli vegetali e impiegando nel processo produttivo energia rinnovabile autoprodotta; Starpool, attiva da 50 anni della creazione di innovativi prodotti e servizi wellness pensati per il raggiungimento del benessere fisico e mentale come Zerobody, che permette il galleggiamento in assenza di gravità sopra 400 litri di acqua calda, senza spogliarsi e bagnarsi; La Sportiva, impegnata nella produzione di calzature e abbigliamento outdoor con attenzione al riciclo degli scarti di lavorazione e con la partecipazione in progetti per la conservazione dell’ambiente.

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Un momento del Dolomites Well-being summit con gli imprenditori della Val di Fiemme durante il World Wellness Weekend © Gaia Panozzo

Il radicamento al territorio alla base del modello economico e sociale

Queste aziende sono nate nella valle e qui hanno deciso di rimanere – nonostante le difficoltà logistiche di un territorio alpino – perché è nella valle che hanno le loro radici. Il concetto di radicamento è la chiave di lettura inedita che la Val di Fiemme propone per spiegare il funzionamento del proprio modello economico, ma anche sociale. Se n’è parlato a lungo durante il World wellness weekend 2023 dello scorso settembre, un evento mondiale che promuove il benessere psicofisico come stile di vita.

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Lo stabilimento del Pastificio Felicetti in Val di Fiemme © Pastificio Felicetti

Grazie al legame tra territorio, aziende e comunità locali, le imprese, da una parte, sono messe nelle condizioni di crescere e di affermarsi sul mercato contribuendo a sviluppare il tessuto economico della valle; al contempo, dall’altra parte, restituiscono alla valle i benefici di questo sviluppo consentendo alle persone che vi abitano e soggiornano di beneficiare di un benessere diffuso. Nel concreto questo significa produrre prestando attenzione all’impatto ambientale e sociale dell’azienda sul territorio e all’equilibrio tra uomo, impresa e natura.

Fondazione FiemmePer: “Insieme è meglio”

Nell’ultimo anno questa concezione ha preso forma istituzionale nella Fondazione FiemmePer, un’iniziativa di soggetti privati e collettivi della Val di Fiemme in un’ottica di cooperazione volta a contribuire al benessere, alla qualità della vita, all’attrattività della destinazione in chiave sostenibile: “L’idea di fare le cose insieme perché insieme si fanno più cose è un concetto presente nel Dna della valle – spiega il segretario di FiemmePer, Andrea Ciresa – e nella storia di questo territorio la fondazione ha certamente trovato un hummus fertile per nascere. Oggi la fondazione conta 14 aziende che sono i soci fondatori e 50 soci sostenitori, mentre i cittadini possono aderire in modo volontario portando le loro idee e le loro competenze. È un concetto di più ampio di responsabilità sociale d’impresa che, permette la realizzare progetti in economia di scala in diversi ambiti”.

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I soci fondatori di FiemmePer © FiemmePer

Mobilità condivisa, coworking per i turisti, crediti di carbonio per la foresta

Tavoli di lavoro composti da giovani della valle, aziende, professionisti, enti, associazioni e cittadini hanno già avviato alcune attività legate al tema dell’abitare, della mobilità, dell’energia, dell’ambiente. “Per esempio abbiamo iniziato a lavorare alla valorizzazione di alcuni immobili della valle per ospitare i lavoratori esterni e per creare spazi di coworking per gli abitanti e per i turisti”, spiega Ciresa. “Grazie a La Sportiva sono stati organizzati tre pullman che si muovono “da e per” le aree produttive così da ridurre la circolazione delle auto sul territorio: è un piccolo contributo contro l’inquinamento, ma soprattutto è un’azione significativa da un punto di vista sociale perché evitiamo ai dipendenti delle aziende costi diretti come l’automobile per andare al lavoro. Abbiamo fondato la prima comunità energetica rinnovabile (Cer) in forma cooperativa del Trentino per produrre energia sostenibile collettiva e stiamo lavorando a un progetto pilota per generare crediti di carbonio “made in Italy”, così da sostenere la nostra foresta che negli ultimi anni ha subito i danni della tempesta Vaia e quelli dell’attacco del bostrico, un insetto che distrugge gli abeti. Con l’Università di Trento, Libera Università di Bolzano, centri di ricerca e molti professionisti stiamo progettando una grande accademia di comunità per fare informazione, formazione e cultura sul temi della sostenibilità, oltre alla creazione di FiemmeLAB, un laboratorio di accelerazione idee dove giovani dai 20 ai 40 anni possono riscoprire la bellezza di essere cittadini attivi”.

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L’impianto di teleriscaldamento della Val di Fiemme © Bioenergiafiemme.it

L’obiettivo è anche quello di dare vita a un modello replicabile: “Abbiamo deciso di chiamarci Fondazione FiemmePer e non PerFiemme perché vogliamo creare una ricetta che, con altri ingredienti, si possa adattare anche ad altri contesti”. Per tendere, tutti insieme, verso un orizzonte di transizione ecologica e sociale.

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