Il Consiglio di Stato francese ha decretato che le misure adottate dai poteri pubblici non garantiscono che le soglie di inquinamento cittadine si abbassino il più rapidamente possibile.
Quattro aree metropolitane fra le più popolate della Francia sono indicate come particolarmente a rischio: Tolosa, Parigi, Lione e Marsiglia.
L’inquinamento atmosferico provoca decine di migliaia di morti ogni anno in Francia.
Passeggiare sotto la Torre Eiffel è molto meno affascinante se la qualità dell’aria che si respira è nociva. La capitale francese è finita, insieme ad altre zone della Francia, nel mirino del massimo grado della giustizia amministrativa nazionale, proprio a causa dell’inquinamento presente nelle sue strade. Il Conseil d’État, equivalente del Consiglio di Stato italiano, ha inflitto due multe da 10 milioni di euro l’una allo Stato per non aver affrontato adeguatamente l’inquinamento atmosferico. Nonostante alcuni progressi, le principali città francesi non raggiungono infatti ancora gli standard europei di qualità dell’aria e ciò comporta danni all’ambiente e alla salute dei cittadini.
Negli ultimi anni il Conseil d’État ha ordinato ai governi che si sono susseguiti di ridurre i livelli di biossido di azoto e di polveri sottili in più di una dozzina di zone della Francia. La normativa era stata imposta per conformarsi agli standard europei, ma lo stato francese, secondo quando indicato dalla corte amministrativa, non è riuscito nel suo intento. La doppia multa recente fa seguito a quella del 2021 comminata per gli stessi motivi. Per ogni semestre senza miglioramenti sostanziali, il tribunale ha inflitto una sanzione da dieci milioni di euro: il conto adesso è di 30 milioni di euro.
L'Etat a été condamné par le Conseil d'Etat à payer une somme record de 20 millions d'euros d'astreinte pour n'avoir pas agi assez rapidement contre la pollution de l'air, qui cause des dizaines de milliers de morts chaque année en France, dans une décision rendue lundi #AFPpic.twitter.com/q3XgREcW73
Il tribunale ha comunicato che le multe “tengono conto dei miglioramenti degli ultimi mesi, pur rilevando che le soglie limite per l’inquinamento da biossido di azoto restano superate in diverse zone della Francia, in particolare negli agglomerati di Parigi, Lione e Marsiglia“. L’inquinamento atmosferico è la causa di almeno 40mila morti premature ogni anno e di numerose patologie, fra le quali tumori dei polmoni, ictus e malattie cardiovascolari. Nelle ultime settimane, nuove pubblicazioni scientifiche hanno confermato e dettagliato i molteplici effetti deleteri del biossido di azoto e delle polveri sottili. Per il Conseil d’État, “la gravità delle conseguenze in termini di salute pubblica” e l’urgenza che ne consegue giustificano la sanzione record.
I problemi dell’inquinamento in Francia
La principale causa di inquinamento atmosferico in Francia sono i trasporti, seguiti dalle industrie e dal riscaldamento. I tre settori costituiscono oltre il 95 per cento della produzione di anidride carbonica della nazione, che a sua volta provoca i livelli più elevati di particelle nocive nell’aria. Nell’ambito del Green Deal europeo, la Commissione europea ha fissato per il 2030 l’obiettivo di ridurre il numero di decessi prematuri causati dai polveri sottili di almeno il 55 per cento rispetto ai livelli del 2005.
Negli ultimi anni è stato riscontrato che l’inquinamento atmosferico in Francia e in molti altri paesi membri dell’Unione Europea ha superato i livelli consentiti in lunghi periodi di tempo. L’Organizzazione mondiale della sanità ha messo nero su bianco quanto l’inquinamento atmosferico metta a rischio la salute umana, con un bilancio stimato in 7 milioni di morti ogni anno. Oltre ai noti problemi per il sistema respiratorio e cardiovascolare esiste persino il rischio di sviluppare demenza. Per provare a imporre il miglioramento della qualità dell’aria nelle proprie città, alla Francia non resta altro che multare lo stesso Stato. Una soluzione estrema a un problema sempre più diffuso.
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