Genova tradisce Renzo Piano: bocciate le sue pale eoliche

La Commissione di Valutazione dell’Impatto Ambientale regionale della Liguria ha bocciato il progetto di pale eoliche sulla diga foranea del porto di Genova, su indicazione dell’Enac (Ente Nazionale Aviazione Civile),

Forse è meglio dire “rimandate”, non bocciate. Fatto sta che la città che ha dato i natali all’archistar internazionale Renzo Piano non ospiterà le sue rivoluzionarie pale eoliche. Per ora.

Non perché brutte, ci mancherebbe, dato che sono state disegnate da Renzo Piano. Non perché inefficaci, in quanto è da un anno che i loro prototipi sono in funzione, e funzionano. Non perché Genova si disinteressa dell’ecologia e delle energie rinnovabili.

La Commissione di Valutazione dell’Impatto Ambientale regionale della Liguria ha bocciato il progetto di pale eoliche che Enel Green Power aveva pensato di collocare sulla diga foranea del porto di Genova su indicazione dell’Enac (Ente nazionale aviazione civile). Le pale interferirebbero con il cono aereo del vicino aeroporto Cristoforo Colombo.

Dalla Regione ci tengono a far sapere che il progetto di pale eoliche, fiore all’occhiello di Enel e Autorità portuale di Genova, non è stato bocciato per motivi ambientali o paesaggistici. Il problema riguarda esclusivamente l’interferenza con il volo degli aerei in decollo e in atterraggio nel vicino aeroporto. Il parere negativo è stato sancito con una delibera approvata dalla giunta che ha recepito la bocciatura da Enac. Enel sta mettendo a punto un nuovo progetto con l’architetto Renzo Piano che prevede l’installazione di pale diverse e più piccole.

La nuova pala minieolica di Renzo Piano è alta venti metri contro i cinquanta di quelle tradizionali bocciate da Enac e ha forme diverse. Nei casi di assenza totale di vento la pala si riduce a una sottile linea verticale data dalla torre, di 20 metri, con un diametro di appena 35 cm, e dalle due pale verticali, il cui diametro non supera i 16 metri. Il prototipo in fase di test nel campo prova di Molinetto di Pisa ha prodotto in due mesi oltre 1200 chilowattora, che sono stati immessi nella rete di distribuzione.

Articoli correlati