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Il bracconaggio e il commercio illegale stanno decimando le popolazioni di tigre e di altri animali selvatici. Vertice Cites per fermare il fenomeno.
Le tigri stanno scomparendo così rapidamente che potremmo assistere alla loro estinzione durante la nostra vita. Ma non solo, elefanti, rinoceronti, ghepardi, molte sono le specie che hanno bisogno di aiuto o che andrebbero quantomeno lasciate in pace. Per contrastare questi problemi ed elaborare efficaci strategie di conservazione è in corso a Ginevra un vertice del Cites, la Convenzione sul commercio internazionale delle specie minacciate di estinzione.
Il vertice è iniziato il 7 e si protrarrà fino all’11 luglio e il filo conduttore del meeting è la lotta al commercio illegale delle specie più vulnerabili, in particolar modo le tigri. Un secolo fa in Asia c’erano circa 100mila tigri, oggi, secondo un dato del 2013, esisterebbero in natura solamente 3.200 tigri. Le tigri sono i felini più grandi del mondo e sono sicuramente tra gli animali più “carismatici”. L’esplosione demografica in Asia le ha gradualmente private del loro habitat, è inoltre in costante aumento la domanda sia di pelli che di ossa da parte della Cina.
Le tigri sono “protagoniste” di uno dei mercati illegali più remunerativi al mondo, dal valore annuale di 19 miliardi di dollari. La maggior parte delle pelli e delle ossa trafugate illegalmente finisce in Cina. Le pelli sono destinate ad “abbellire” qualche lussuosa abitazione, mentre le ossa vengono impiegate per la produzione di un vino molto costoso dalle fantomatiche proprietà guaritrici. Ad alimentare questo commercio criminale, oltre la caccia di frodo agli esemplari selvatici, vengono anche istituiti veri e propri allevamenti di tigri, nei quali i felini crescono in gabbia in attesa della morte.
Nel corso del vertice di Ginevra le altri nazioni chiederanno alla Cina di stroncare con decisione il commercio di parti di tigre, di chiudere gli allevamenti e di intraprendere iniziative di conservazione. «Il comitato Cites ha una straordinaria opportunità – ha affermato Adam Roberts, Ceo di Born Free Usa e di Born Free Foundation – è in gioco il futuro di alcune delle specie più minacciate del pianeta. Ben 50mila elefanti sono stati uccisi lo scorso anno per le loro zanne, il corno di un rinoceronte può costare 60mila dollari al chilo sul mercato nero, la crescente domanda di parti del corpo della tigre sta decimando la popolazione. Tutti questi temi e altri ancora richiedono la massima attenzione».
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