Il giorno del sovrasfruttamento cade sei giorni più tardi rispetto al 2025, ma non è un miglioramento: lo spostamento dipende dalla revisione dei dati sugli oceani, mentre l’impronta ecologica reale continua a crescere.
Senza una decisione da parte dei governi sul glifosato, la Commissione europea ha prolungato l’autorizzazione all’uso dell’erbicida per altri 18 mesi.
Ci hanno provato una, due, tre volte senza riuscire a prendere una decisione, hanno procrastinato fino alla scadenza del 30 giugno. Così ora la Commissione europea ha dovuto sopperire alla mancanza di linea dei 28 paesi – tra contrari e astenuti – che fanno parte dell’Unione europea e ha deciso di prolungare per 18 mesi, fino al 31 dicembre 2017, l’autorizzazione all’erbicida glifosato in modo unilaterale.
“Dopo che gli stati non si sono presi la responsabilità di decidere sul glifosato, la Commissione ha deciso di estendere l’approvazione per un periodo di tempo limitato”, ha detto Enrico Brivio, il portavoce di Bruxelles per la Salute e la Sicurezza alimentare. Lo stesso commissario Vytenis Andriukaitis si è detto sorpreso dall’atteggiamento, ma soprattutto dal silenzio degli stati dimostrando l’incapacità di “assumersi la loro responsabilità con una decisione a maggioranza qualificata”.
La speranza, ora, è che i rappresentanti degli stati possano sfruttare il tempo supplementare concesso per ritrovarsi con calma e decidere, senza innalzare muri, analizzando i fatti e le ricerche messe a disposizione dalla comunità scientifica, in attesa che anche l’Agenzia europea per le sostanze chimiche (Echa, European chemicals agency) si esprima sulla pericolosità del diserbante. La Commissione ha chiesto agli stati di ritrovarsi di nuovo a luglio per proseguire con il dialogo e trovare, finalmente, la maggioranza necessaria. Anche ricorrendo al principio di precauzione, un principio fondamentale che ha permesso all’Unione europea di prendersi cura degli interessi dei suoi cittadini.
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