La tempesta invernale negli Usa non è segno che il riscaldamento globale non esiste, come lasciano intendere i negazionismi climatici.
Da moderato a mediocre, questo è l’attuale stato di salute della Grande barriera corallina. Lo ha svelato un rapporto presentato dal neo ministro dell’Ambiente australiano.
La Grande barriera corallina non se la passa molto bene. Dopo
aver sfiorato la possibilità di entrare nella lista
dell’Unesco dei patrimoni in pericolo,
un rapporto presentato dal neo ministro dell’Ambiente australiano
Mark Butler ha svelato che la sua condizione generale è
peggiorata passando da “moderata” a “mediocre” nel 2011.
L’estensione dei coralli che fiancheggiano per 345mila
chilometri quadrati le coste al largo dell’Australia orientale si
sarebbe ridotta della metà dal 1985 soprattutto a causa
degli eventi climatici estremi, come il ciclone
tropicale Yasi (2011) e le forti precipitazioni.
“Questi episodi climatici estremi hanno avuto un impatto
significativo sullo stato generale dell’ecosistema nel biennio
2010-2011″ si legge nel rapporto. Qualche miglioramento c’è
stato: la quantità di fertilizzante usata dagli agricoltori
che dal terreno finiscono nei corsi d’acqua, e quindi nell’oceano,
sono stati ridotti del 7 per cento in due anni, mentre i pesticidi
sono calati del 15 per cento. Per questi ultimi, però, il
target di riduzione fissato era del 50 per cento.
Cosa
minaccia la Grande barriera corallina
I ministri dell’Ambiente del governo federale australiano e dello
stato del Queensland hanno annunciato che investiranno 375 milioni
di dollari tra il 2013 e il 2018 attraverso il programma Reef water
quality protection creato per “coordinare le iniziative volte ad
assicurare che l’impatto dell’agricoltura non abbia conseguenze
dannose sulla salute e sulle capacità di recupero della
Grande barriera corallina”.
Siamo anche su WhatsApp. Segui il canale ufficiale LifeGate per restare aggiornata, aggiornato sulle ultime notizie e sulle nostre attività.
![]()
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.
La tempesta invernale negli Usa non è segno che il riscaldamento globale non esiste, come lasciano intendere i negazionismi climatici.
Mentre le istituzioni gestiscono l’emergenza e la magistratura indaga per disastro colposo, gli esperti avvisano: mancano gli strumenti per prevenire.
Il governo ha pre-approvato il decreto: arrivano i “reati qualificati” contro l’ambiente. Un passo avanti ma sanzioni ancora esigue.
Con il suo progetto per la convivenza tra uomo e fauna selvatica, Salviamo l’Orso si aggiudica il premio per l’Italia dei Defender Awards 2025.
Nel cuore dell’Ecuador convivono lo sfruttamento delle risorse e la determinazione della guardia indigena e dei popoli che difendono la foresta come bene comune per l’intera umanità.
Il Tyler Prize, considerato il “Nobel per l’ambiente”, è andato a Toby Kiers, biologa statunitense che lavora ad Amsterdam.
L’ecologa e attivista Arianna Liconti ci accompagna in un viaggio tra divulgazione e racconto alla scoperta del 71% del pianeta, nel nuovo podcast prodotto da LifeGate e la Water Defenders Alliance.
Le fiamme nella Patagonia argentina hanno già bruciato 150 kmq di territorio. Eppure, nel 2025 il presidente Milei ha tagliato del 70% le risorse antincendio.
Un gruppo di ricercatori tedeschi ha inventato un filtro bio based che trattiene il 99 per cento delle microplastiche durante il lavaggio.