Situazione in miglioramento, con criticità persistenti in pianura padana, Valle del Sacco, Campania. Ma le nuove direttive obbligano a fare ancora meglio.
La tigre è uno dei mammiferi a maggior rischio di estinzione, minacciata soprattutto dal bracconaggio. L’appello del Wwf in occasione del Tiger Day per salvare questi grandi felini.
Un dato su tutti fotografa la situazione critica della tigre: ne vivono più esemplari in cattività negli Stati Uniti che liberi in tutto il pianeta. Secondo una stima sopravvivrebbero in natura appena 3.200 tigri, mentre all’inizio del Novecento erano oltre 100mila. Eppure anche questo dato è incompleto perché mancano i dati relativi a molte popolazioni.
Proprio la mancanza di informazioni precise sullo stato di questi animali non consente di definire le azioni urgenti ed inderogabili da intraprendere. «Questa cifra è solo una stima – ha dichiarato Michael Baltzer, capo del Wwf Tigers alive initiative – nel 2010 molti paesi non avevano intrapreso sistematiche indagini nazionali sulla tigre. Ora molti lo hanno fatto o lo stanno facendo, ma non tutti, lasciando grandi vuoti nella nostra conoscenza e dubbi sul reale status che sembra ogni giorno sempre più grave. Fino a quando non sapremo quante tigri esistono e dove sono, non possiamo sapere il modo migliore per proteggerle».
Nel 2010 si è svolto a San Pietroburgo il Summit tiger durante il quale è stato fissato l’obiettivo Tx2, ovvero raddoppiare il numero delle tigri selvatiche entro il 2022. «Siamo a più di un terzo della strada per il 2022 – ha affermato Baltzer a quattro anni dal summit – dobbiamo passare ad un ritmo più veloce e determinato se speriamo di raggiungere l’obiettivo Tx2». La tabella di marcia stilata dal Summit tiger prevede un dato aggiornato sul numero globale di tigri in natura rilasciato nel 2016.
Il 29 luglio in tutto il mondo si celebra la Giornata mondiale della tigre, festeggiata con numerose iniziative soprattutto nei 13 paesi in cui vive questo felino: Bangladesh, India, Birmania, Thailandia, Cambogia, Indonesia, Cina, Malesia, Vietnam, Laos, Bhutan, Nepal e Russia. La ricorrenza, istituita nel 2010, nasce con lo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica e supportare la conservazione di questo grande felino. La principale minaccia per le tigri è rappresentata dal bracconaggio. Sul mercato nero, insieme alle zanne dell’elefante e al corno di rinoceronte, la pelliccia e le ossa di tigre sono gli articoli più richiesti, soprattutto in Asia, dove vengono utilizzate nella medicina tradizionale, perpetuando illegalmente credenze prive di qualsiasi fondamento scientifico.
Secondo i biologi le tigri potrebbero estinguersi nel prossimo decennio se non si inverte velocemente la tendenza. Oltre alla caccia di frodo la sopravvivenza di questi maestosi felini è messa a rischio dalla perdita dell’habitat causato dalla deforestazione. Nei paesi del Sudest asiatico intere foreste stanno sparendo per ottenere legname o fare posto ai pascoli.
Il ruggito della tigre si sta affievolendo ma il progetto Tx2 merita fiducia. Forse non è troppo tardi per salvare quella splendida creatura, vero e proprio patrimonio naturalistico del mondo intero, fatta di zanne e strisce ed elusiva come un fantasma.
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