A Strasburgo approvata una risoluzione che adeguerebbe la definizione di violenza sessuale a quella della Convenzione di Istanbul. L’Italia a che punto è?
L’Australia ha troppe foreste “confinate” all’interno di parchi nazionali protetti. Così, secondo il primo ministro australiano Tony Abbott, è giunto il momento di aprire il paese al mercato dell’industria forestale e del legno. Abbott è noto per le sue iniziative che vanno contro la difesa dell’ambiente e del clima. Di recente ha deciso per
L’Australia ha troppe foreste “confinate” all’interno di parchi nazionali protetti. Così, secondo il primo ministro australiano Tony Abbott, è giunto il momento di aprire il paese al mercato dell’industria forestale e del legno.
Abbott è noto per le sue iniziative che vanno contro la difesa dell’ambiente e del clima. Di recente ha deciso per l’abolizione degli enti statali che si occupavano di cambiamento climatico creati dal precedente governo laburista.
Forse, però, nemmeno gli ambientalisti più scettici potevano immaginare che Abbott arrivasse a tanto. Durante un discorso tenuto a una cena nella città di Canberra organizzata da Forestworks (la federazione che riunisce le imprese che operano nel settore), il primo ministro australiano ha attaccato l’ideologia ambientalista che, proteggendo vaste aree forestali, avrebbe bloccato la crescita economica nell’isola di Tasmania, inutilmente secondo Abbott.
“Abbiamo già abbastanza parchi nazionali, abbiamo già abbastanza foreste inutilizzabili. In realtà, abbiamo troppe foreste inutilizzabili – ha detto Abbott – quindi amici miei, quando dico che voglio che l’Australia si apra al mercato, intendo al mercato dell’industria del legname”.
Un’affermazione talmente sfacciata da aver lasciato perplessi perfino gli industriali che hanno commentato in modo freddo. Molti, infatti, non vorrebbero che il titolo di patrimonio dell’umanità venisse revocato perché il legno proveniente da aree precedentemente protette è più difficile da vendere visto che la comunità internazionale sa esattamente da che luoghi proviene.
Sempre secondo Abbott la Tasmania ha la più bassa aspettativa di vita, il più basso livello di istruzione, e il più alto tasso di disoccupazione. E questo sarebbe dovuto al fatto che l’isola è stata dominata dai Verdi negli ultimi otto anni.
La risposta di Christine Milne, leader dei Verdi, è stata durissima: “[Abbott] è pericoloso, è un uomo pericoloso. È un uomo reazionario. Per quanto mi riguarda abbiamo un primo ministro connotato ideologicamente che non è in empatia con le meraviglie del mondo naturale, dalle barriere coralline alle foreste pluviali. Sono queste le cose a cui pensa la gente quando pensa all’Australia”. Meraviglie che rischiano di entrare nella sfera dei ricordi.
Siamo anche su WhatsApp. Segui il canale ufficiale LifeGate per restare aggiornata, aggiornato sulle ultime notizie e sulle nostre attività.
![]()
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.
A Strasburgo approvata una risoluzione che adeguerebbe la definizione di violenza sessuale a quella della Convenzione di Istanbul. L’Italia a che punto è?
Il Pnr è stato posto in consultazione pubblica dai ministeri di Ambiente e Agricoltura e dall’Ispra. Si tratta di un documento atteso da decenni.
Energy2act è il progetto che crea un modello di transizione energetica, a partire dalle comunità di quartiere.
Dal 24 al 29 aprile, la Colombia ospita la prima Conferenza internazionale della società civile per l’abbandono dei combustibili fossili: l’Italia c’è.
Situazione in miglioramento, con criticità persistenti in pianura padana, Valle del Sacco, Campania. Ma le nuove direttive obbligano a fare ancora meglio.
Il fenomeno che ha coinvolto il Molise, con forti ripercussioni anche in Puglia, era noto da tempo. Secondo i geologi si sarebbe potuto intervenire.
L’esposizione alle microplastiche ridurrebbe la fertilità. Anche se, ora, un documentario e un’esperta dimostrano che è un processo reversibile.
Dal 28 marzo c’è allarme in Abruzzo, si rischia un nuovo caso Niscemi: gli esperti parlano di “paleofrana”. Sullo sfondo lacune non locali ma nazionali.
Con il decreto Bollette slitta la dismissione definitiva, che doveva arrivare già a fine 2025: ecco come si è arrivati alla situazione di oggi.