Pomezia, in fiamme un deposito di plastica: “Tenete le finestre chiuse”

L’incendio sulla via Pontina, vicino a Roma. Non ci sono feriti, ma i vigili del fuoco invitano gli abitanti della zona a rimanere in casa.

C’è chi dice di sentire odore plastica, altri invece di soffrire la nausea appena escono di casa. Sensazioni che vengono descritte da tanti, sui social. Le zone appestate, almeno secondo le testimonianze, sarebbero Ostia (chiusa nel weekend la tenuta di Castel Porziano), Acilia, Spinaceto, Castel Romano (dove è stato evacuato temporaneamente l’outlet), Malafede e anche Fiumicino.

Pare che fino a Roma si avverta odore di gomma bruciata.

  • Il rogo è stato domato nella mattina del 6 maggio.
  • I manager dello stabilimento assicurano che sui tetti non v’era amianto
  • Dai controlli non emergono superamenti dei limiti imposti per la qualità dell’aria: dati raccolti dalla rete di monitoraggio dell’Arpa Lazio.

In una nota diffusa dalla Regione in riferimento all’incendio sviluppatosi ieri mattina presso l’impianto di trattamento rifiuti della Eco X di Pomezia, comune a sud di Roma.

Durante le operazioni di validazione dei dati della rete di monitoraggio della qualità dell’aria – fa sapere Arpa Lazio – sono state analizzate con particolare attenzione le concentrazioni misurate presso le stazioni Ciampino, Cinecittà e Fermi, più prossime al sito interessato all’incendio anche in considerazione della direzione dei venti prevalenti nella giornata. Oltre a queste stazioni sono stati considerati anche i dati rilevati dal mezzo mobile, posizionato nel centro abitato di Albano Laziale. Dall’analisi dei dati non emergono superamenti dei limiti imposti per la qualità dell’aria ambiente dalla normativa vigente.

“Ci troviamo di fronte ad un disastro che, ora dopo ora, preoccupa sempre di più”, denuncia il coordinatore nazionale dei Verdi, Angelo Bonelli, che aggiunge: “I dati che ha fornito Arpa si riferiscono alle centraline fisse e sono poco indicative dello stato d’inquinamento che vede coinvolto la zona sud di Roma. Il ministero dell’Ambiente di fronte a questo disastro avrebbe dovuto immediatamente inviare centraline mobili di monitoraggio di supporto ad Arpa Lazio nella zona Sud di Roma e sul litorale, per monitorare, anche con elicotteri della Protezione civile, la qualità dell’aria a bassa quota”.

“Questo è uno dei peggiori incendi di rifiuti degli ultimi anni e va fatta immediata chiarezza su cause e conseguenze – dichiara Roberto Scacchi, presidente di Legambiente Lazio -, che possono essere molto gravi per il territorio interessato, dato soprattutto l’inquinamento potenziale che le plastiche incendiate potrebbero diffondere e far ricadere al suolo. Chiediamo ad Arpa Lazio che già attivato tutti i monitoraggi, uno sforzo nella pubblicazione più veloce possibile dei risultati, per avere risposte sullo stato di qualità dell’aria e del suolo, durante e dopo questo drammatico incendio e sperando che i risultati possano far stare tranquille le persone. Intanto però a tutti i sindaci dei comuni coinvolti, chiediamo di mettere in campo tutti gli strumenti necessari per la salvaguardia della salute e dell’ambiente”.

Il vasto incendio alla Eco X, un deposito di plastica e materiali riciclati, è divampato a pochi chilometri a sud di Roma, sulla via Pontina all’altezza di Pomezia.


I Vigili del Fuoco sono stati immediatamente allertati e si sono messi al lavoro con una decina di squadre munite di carri-schiuma per domare l’incendio, ben visibile dalla via Pontina: fortunatamente non risultano feriti o intossicati e fumo e fiamme non hanno coinvolto centri abitati ma per sicurezza i vigili del fuoco hanno invitato la popolazione della zona a “non aprire le finestre delle abitazioni” vista soprattutto la potenzialità tossicità dell’evento.

La regione Lazio, attraverso l’assessore all’ambiente e ai rifiuti Mauro Buschini, ha fatto sapere che “la situazione è sotto controllo. I vigili del fuoco, che ringrazio per il tempestivo intervento, sono a lavoro da stamattina per domare le fiamme, mentre i tecnici dell’Arpa sono sul posto per il rilevamento dei dati sull’aria”. L’agenzia per la protezione ambientale del Lazio ha messo in atto uno studio dei venti per verificare i luoghi di possibile ricaduta degli inquinanti in modo da concentrare in tali aree le verifiche su suolo e acque.

Articoli correlati