Uno studio pubblicato su Nature Geoscience indica una presenza massiccia di agenti inquinanti negli oceani, con valori giudicati “enormi” dagli esperti.
Finora si trattava solo di segnali, di ipotesi, ma adesso uno studio conferma che gli insetti impollinatori, come le api, sono fondamentali per un’alimentazione sana e ricca. Alicia Ellis, Samuel Myers, Taylor Ricketts dell’università del Vermont e dell’università di Harvard hanno pubblicato sulla rivista scientifica Plos One la ricerca dal titolo Do pollinators contribute
Finora si trattava solo di segnali, di ipotesi, ma adesso uno studio conferma che gli insetti impollinatori, come le api, sono fondamentali per un’alimentazione sana e ricca.
Alicia Ellis, Samuel Myers, Taylor Ricketts dell’università del Vermont e dell’università di Harvard hanno pubblicato sulla rivista scientifica Plos One la ricerca dal titolo Do pollinators contribute to nutritional health? che ha combinato i dati sull’impollinazione delle colture, sui valori nutrizionali e sulla dieta delle persone in quattro paesi in via di sviluppo (Zambia, Mozambico, Uganda e Bangladesh). Lo scopo è stato studiare il rapporto tra gli effetti della moria degli insetti impollinatori e la malnutrizione.
Le api, soprattutto, stanno soffrendo in diverse parti del mondo per un insieme di cause. Quella più grave rimane l’utilizzo in agricoltura e su larga scala di pesticidi particolari, come i neonicotinoidi. Questi agirebbero negativamente sul sistema nervoso degli insetti e dei parassiti.
Dopo aver analizzato cinque tra micronutrienti, vitamine e minerali, la ricerca ha concluso che fino al 56 per cento della popolazione dei quattro paesi presi in considerazione potrebbe soffrire di malnutrizione senza la presenza di impollinatori.
“Il declino degli impollinatori può davvero influire sulla salute dell’uomo” ha affermato Ricketts sottolineando che lo studio ha evidenziato una carenza maggiore di vitamina A che “potrebbe portare alla cecità e all’aumento del tasso di mortalità per alcune malattie, inclusa la malaria”.
La malnutrizione è solo uno degli effetti negativi per l’uomo provocato dai danni alla biodiversità. Per questo, conclude Ricketts, “la conservazione può essere pensata come un investimento per la salute pubblica”.
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