Uno studio pubblicato su Nature Geoscience indica una presenza massiccia di agenti inquinanti negli oceani, con valori giudicati “enormi” dagli esperti.
Per i freddolosi, oggi, ci sono brutte notizie: secondo uno studio dell’Università di Tokyo pubblicato sulla rivista Nature Geoscience, infatti, in Europa e Asia l’inverno sta cambiando, con stagioni fredde dalle temperature sempre più rigide. La colpa sarebbe dello scioglimento dei ghiacci dell’Artico, che raddoppierebbe il rischio di inverni dalle temperature estreme. Secondo le
Per i freddolosi, oggi, ci sono brutte notizie: secondo uno studio dell’Università di Tokyo pubblicato sulla rivista Nature Geoscience, infatti, in Europa e Asia l’inverno sta cambiando, con stagioni fredde dalle temperature sempre più rigide.
La colpa sarebbe dello scioglimento dei ghiacci dell’Artico, che raddoppierebbe il rischio di inverni dalle temperature estreme. Secondo le oltre 200 simulazioni computerizzate della circolazione atmosferica svolte dal team di ricerca, la tendenza dovrebbe però invertirsi a fine secolo.
Lo studio ha preso in considerazione in particolare lo scioglimento del ghiaccio marino nei mari di Barents e di Kara: dalle analisi emerge che, a partire dal 2004, questo ha provocato un’alterazione della circolazione delle masse d’aria, creando una sorta di “blocco” che dirige correnti fredde verso Asia e Europa.
Se non vogliamo spendere miliardi ed emettere tonnellate di CO2 aumentando la temperatura in casa (i riscaldamenti attualmente producono un terzo dell’inquinamento nelle grandi città), dobbiamo rassegnarci a coibentare meglio.
Per far fronte al cambiamento, servono insomma cappotti più pesanti, per le persone e… le abitazioni.
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