Alla scoperta di Fadiouth, l’isola delle conchiglie in Senegal

L’isola di Fadiouth, in Senegal, è fatta interamente di conchiglie. Le si può trovare ovunque: per le strade, sulle spiagge e sono talmente tante che vengono anche usate nei muri delle case.

Raccogliere conchiglie è un passatempo che affascina i bambini da sempre. Esiste un luogo dove avrebbero l’imbarazzo della scelta, consigliato anche agli adulti perché unico nel suo genere: è l’isola di Fadiouth, in Senegal, a sudest della capitale Dakar. Lì è normale camminare su un tappeto di gusci, vivere in mezzo a miliardi di conchiglie di ogni forma e colore e utilizzarle per costruire gli edifici.

Perché ci sono così tante conchiglie?

Le ragioni di questa stranezza sono molteplici. Prima di tutto, “i fondali molto bassi, l’acqua salmastra e la temperatura elevata del mare hanno creato un luogo ideale per la riproduzione dei molluschi”, spiega Carlo Migliore di 3Bmeteo.com. Nei grandi estuari dei fiumi Senegal, Saloum e Casamance – i cosiddetti bolong – l’acqua salata è andata a mischiarsi con quella dolce, inoltrandosi fino a 200 chilometri nell’entroterra. Per questo milioni di conchiglie si sono riversate sull’isola e nella città di Joal, a cui Fadiouth è collegata tramite un lungo ponte di legno. Gli abitanti della zona si cibano dei molluschi da sempre e hanno contribuito ad accumularne i gusci, che hanno utilizzato anche per costruire le strade e le proprie case.

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La mescolanza tra acqua dolce e salata, le condizioni favorevoli alla riproduzione dei molluschi e l’accumulo dei gusci da parte degli abitanti ha reso Fadiouth l’isola delle conchiglie © Juan Falque/Flickr

Il couscous salato di miglio dell’isola di Fadiouth, presidio Slow Food

Non c’è da stupirsi, quindi, se l’economia locale è basata sulla pesca, “si commerciano molluschi di tutti i tipi, prevalentemente ostriche e pettini”, prosegue Carlo Migliore di 3Bmeteo.com. L’agricoltura è resa difficile dall’acqua salata, dal clima secco e dalla desertificazione, ma questo non ha impedito a Fadiouth di diventare la patria di uno dei presìdi Slow Food: il couscous salato di miglio, che “nasce dall’incontro tra i cereali tradizionali, da tempo immemorabile coltivati nell’entroterra dell’isola, e il mare”. Questo piatto tipico richiede una preparazione lunga e laboriosa, nella cottura si utilizzano foglie di baobab, e viene accompagnato da una salsa di fiori di mangrovia, arachidi, carne o molluschi. Da provare.

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Il cuscus dell’isola di Fadiouth è a base di miglio. Verso sera le donne si ritrovano e lo pilano in mortai di legno, lo setacciano e lo lavano in mare. Dopo di che viene macinato e la semola ottenuta, bagnata con acqua, è lavorata con le mani e trasformata in pallottole poi passate al setaccio. Questo processo continua fino a che tutta la semola è stata trasformata nei minuscoli chicchi di cuscus. (Fonte: Slow Food)

L’area marina protetta di Joal-Fadiouth

Le risorse marine sono minacciate dall’aumento delle popolazione e dalle flotte straniere, ma il Wwf è attivo da anni sul campo e ha contribuito alla creazione dell’area marina protetta di Joal-Fadiouth, lavorando al fianco del governo e delle comunità locali per la protezione delle tartarughe marine, la cura delle mangrovie, la pesca sostenibile e la gestione dei rifiuti. Qui, poi, si trova l’esempio di una società armonica: cristiani e musulmani non solo convivono in maniera pacifica, ma sono sepolti insieme nel cimitero di Joal, in mezzo alle conchiglie e al profumo dell’oceano.

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