Chi era Jan Kuciak, giornalista d’inchiesta assassinato in Slovacchia. E cosa c’entra la mafia italiana

Jan Kuciak aveva svelato attività sospette che coinvolgono il governo di Bratislava. E forse era arrivato a toccare gli interessi della ‘ndrangheta.

Jan Kuciak aveva soltanto 27 anni ma era già un giornalista di punta nel suo paese, la Slovacchia. Si occupava di inchieste per il sito Aktuality.sk. Inchieste scomode e complesse. È stato ucciso assieme alla compagna Martina Kusnirova nella loro casa, a 65 chilometri dalla capitale Bratislava. E secondo le prime ricostruzioni della polizia, il duplice omicidio sarebbe “molto probabilmente” legato al lavoro che portava avanti il ragazzo.

A lanciare l’allarme è stata la madre di Martina, lunedì 26 febbraio. Non avendo più notizie dei due da alcuni giorni, ha chiesto ai soccorsi di intervenire, ma ormai era troppo tardi: le autopsie dovranno determinare la data esatta della morte, che dovrebbe essere avvenuta tra il 22 e il 25 febbraio. Ciò che si sa è che lui è stato ucciso con un colpo di pistola al petto, lei con una pallottola alla testa.

“I giornalisti? Sporche prostitute anti-slovacche”

La vicenda appare particolarmente intricata e arriverebbe a toccare perfino la criminalità organizzata italiana. Il tutto in un contesto complesso come quello della Slovacchia: dopo il ritorno al potere del populista Robert Fico, nel marzo del 2016, sostenuto da una coalizione che comprende anche l’estrema destra, la stampa locale ha pubblicato numerose inchieste legate ad affari di corruzione che coinvolgono il governo. Il cui capo, durante alcune conferenze stampa, ha insultato pesantemente i giornalisti che gli chiedevano conto di tali accuse: “Siete delle sporche prostitute anti-slovacche”.

Kuciak aveva pubblicato in particolare una serie di inchieste su sospette frodi fiscali che interesserebbero Ladislav Basternak, proprietario di un complesso immobiliare nel quale risiede il primo ministro. Nel mese di settembre del 2017, il giornalista aveva fatto poi il nome di un imprenditore, Marian Kocner, anch’egli proprietario di un appartamento nell’immobile: ne sarebbero derivate minacce e una denuncia da parte di Kuciak. Quest’ultimo aveva però affermato di non aver ricevuto alcuna risposta da parte della polizia, 44 giorni dopo l’esposto.

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Il primo ministro della Slovacchia Robert Fico © Dean Mouhtaropoulos/Getty Images

Jan Kuciak lavorava su una sospetta frode su fondi europei che coinvolgerebbe la ‘ndrangheta

Ma il reporter di Aktuality.sk si era anche concentrato su un altro oligarca slovacco considerato vicino al governo, Miroslav Bodor. E di recente aveva cominciato a lavorare su una sospetta frode legata a dei fondi europei, al cui centro ci sarebbe la ‘ndrangheta. Il fatto che Kuciak avesse puntato i propri riflettori in direzione delle attività mafiose è stato confermato da Tom Nicholson, giornalista d’inchiesta anglo-canadese che conosce a fondo la Slovacchia. Per ora, tuttavia, non è possibile indicare con certezza le motivazioni dell’assassinio. “Benché la tesi di un ordine da parte della criminalità italiana appaia la più probabile – ha commentato al quotidiano francese Libération Pauline Adès-Mével, responsabile della zona Ue-Balcani per l’associazione Reporter senza frontiere – occorre aspettare prima di trarre delle conclusioni.

Ciò che è chiaro è che il giornalismo d’inchiesta è terribilmente minacciato in Slovacchia”. “Il 90 per cento delle uccisioni di giornalisti – ha aggiunto Gabriel Sipos, della ong Transparency International – avviene in paesi nei quali la corruzione è particolarmente forte. Ma occorre comunque restare prudenti. Ciò che sappiamo è che Kuciak lavorava su un dossier del tutto inedito”. Nello scorso mese di ottobre a Malta era stata fatta saltare in aria Daphne Caruana Galizia: anche lei aveva rivelato numerosi scandali di corruzione sull’isola.

Il governo offre una ricompensa a chi consentirà di identificare gli assassini

Intanto, in Slovacchia l’opposizione al governo punta il dito contro Fico e i suoi “attacchi verbali alla stampa, che hanno contribuito a sviluppare un clima di odio”. L’esecutivo, da parte sua, ha annunciato una ricompensa di un milione di euro a chi fornisca informazioni in grado di individuare gli autori del delitto. E ha chiesto al contempo di non strumentalizzare la vicenda. Più diretto il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani, secondo il quale “l’Ue non può accettare che un giornalista venga ucciso per aver fatto il proprio lavoro. Lancio un appello alle autorità slovacche affinché ordinino un’inchiesta minuziosa e domandino sostegno a livello internazionale se necessario”.

Foto di apertura tratta da Facebook.
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