Nato su iniziativa di A2A, il progetto Teti consente di rimuovere i detriti dai fondali senza svuotare i bacini, rispondendo alle sfide del climate change.
Trecentodieci megawatt di energia rinnovabile, accessibile, economica. È quanto le 365 turbine eoliche del Turkana Wind Power sono in grado di produrre da quando, lo scorso settembre, sono entrate in funzione e allacciate alla rete elettrica kenyota. Negli ultimi otto mesi, il parco eolico ha permesso di ridurre la spesa di quasi 70 milioni di
Trecentodieci megawatt di energia rinnovabile, accessibile, economica. È quanto le 365 turbine eoliche del Turkana Wind Power sono in grado di produrre da quando, lo scorso settembre, sono entrate in funzione e allacciate alla rete elettrica kenyota. Negli ultimi otto mesi, il parco eolico ha permesso di ridurre la spesa di quasi 70 milioni di euro per la produzione elettrica da combustibili fossili. Nello stesso periodo, l’impianto ha immesso in rete più di 1,2 miliardi di chilowattora (KWh) di elettricità.
Un record che pone il Kenya come leader nello sviluppo delle rinnovabili in Africa. L’obiettivo del paese africano è di raggiungere il 100 per cento di produzione di energia da fonti rinnovabili entro il 2020. Oggi, secondo i dati nazionali, il 70 per cento dell’energia proviene da fonti a basse emissioni di CO2. Il Kenya negli ultimi anni ha investito in particolare nel geotermico, che oggi ha una capacità installata di 700 MW. Altro record che pone il paese al nono posto nella classifica mondiale per capacità installata. Dietro l’Italia (800 MW) e l’Islanda (750 MW).
This is the largest wind power plant in Africa https://t.co/l1EdqxDBIB via @wef
A project aimed at reducing electricity costs and dependence on fossil fuels@NLatUN @GermanyUN @AidanRGallagher @sidchat1 @davidnabarro @SDGsKenyaForum @unicnairobi @biz
pic.twitter.com/LV6yl7QlY2— SDG2030 (@SDG2030) September 5, 2019
Nonostante le premesse, poco più della metà della popolazione kenyota ha accesso all’elettricità (dati World Bank), mentre oltre il 70 per cento produce energia da biomassa, in particolare per cucinare. Resta comunque il fatto che, sempre secondo la Banca Mondiale, il paese africano è tra quelli con il tasso di crescita più alto di tutto il continente, passando da un 19 per cento del 2010 al 56 del 2016.
Sono infatti le zone rurali quelle a registrare la disponibilità più bassa di elettricità (5 per cento). Ma negli ultimi anni la tecnologia ha permesso di raggiungere anche le zone più remote, grazie a piccole aziende che forniscono energia grazie a piccoli kit fotovoltaici. È il caso di M-Kopa che mette a disposizione dei clienti un kit composto da un pannello fotovoltaico da 8 watt, 2 lampade a Led con interruttore e regolatore di luminosità, una lampada solare portatile, un carica batteria usb per 5 dispositivi e una radio ad energia solare. Il tutto con un deposito iniziale di circa 20 euro e un abbonamento di 30 centesimi al giorno. Il kit si ripaga nel giro di una anno. A dimostrazione che le rinnovabili restano la soluzione maggiormente flessibile e accessibile per portare l’energia ovunque.
Non mancano le critiche al progetto che ha portato alla costruzione del più grande parco eolico dell’Africa. Impianti di questa grandezza possono infatti portare contrasti nelle regioni in cui vengono installati. Quest’area storicamente legata alle popolazioni indigine pastorali hanno visto concedere i terreni dove prima praticavano la propria attività principale di sussistenza. Come spiega The Coversation: “La popolazione locale ha sperimentato diverse forme di esclusione durante la costruzione del parco eolico. Ad esempio, il progetto ha deciso di non riconoscere i Rendille, Samburu e Turkana che vivono all’interno della concessione come “indigeni”. Ciò era in contrasto con le definizioni internazionali di popolazione autoctona. In questo modo la società ha potuto “evitare di attuare un processo di consenso preventivo e informato, che avrebbe contribuito a salvaguardare i diritti economici, sociali e culturali delle comunità interessate durante lo sviluppo del progetto”.
Siamo anche su WhatsApp. Segui il canale ufficiale LifeGate per restare aggiornata, aggiornato sulle ultime notizie e sulle nostre attività.
![]()
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.
Nato su iniziativa di A2A, il progetto Teti consente di rimuovere i detriti dai fondali senza svuotare i bacini, rispondendo alle sfide del climate change.
Quando vedremo i primi reattori, quanti saranno, quanto costeranno, quanta energia produrranno: guida al nucleare italiano che vedrà la luce in futuro.
Via libera definitivo alla legge delega, ma i primi reattori modulari di piccole dimensioni arriveranno dopo il 2030.
In termini di potenza installata, per la prima volta il solare fotovoltaico ha superato il carbone in Cina: una buona notizia per il clima.
Lo sviluppo delle rinnovabili appare inesorabile: velocità di costruzione e costi bassi vanificano i tentativi di rilanciare le fossili.
Un rapporto del think tank Ember evidenzia l’autentico boom delle energie rinnovabili nei 74 paesi del Climate vulnerable forum.
Con il decreto Bollette slitta la dismissione definitiva, che doveva arrivare già a fine 2025: ecco come si è arrivati alla situazione di oggi.
Ufficiale l’impegno al rafforzamento, nel mix energetico, della quota prodotta con i reattori di terza e quarta generazione. Ecco come ci siamo arrivati.
Nel 2025 l’Italia, anche grazie a Erion Energy, ha raccolto 6.200 tonnellate di batterie esauste, ma siamo lontani dai target europei.
