Uno studio spagnolo innovativo mostra un legame tra il pesticida picloram e l’insorgenza di tumori al colon-retto nella popolazione under-50.
L’associazione ambientalista ha analizzato 20 marchi di tonno in scatola per capirne sostenibilità e trasparenza verso i consumatori.
Il tonno è una delle specie simbolo del Mediterraneo, uno dei più grandi predatori, prezioso dal punto di vista ecosistemico ma anche economico. Proprio per il suo valore questo pesce è stato pescato senza tregua portando alcune specie, come il tonno rosso, sull’orlo dell’estinzione.
Delle otto specie di tonno esistenti cinque sono in pericolo a causa della pesca eccessiva ed effettuata con tecniche illegali e dannose. Tra queste la peggiore è la cosiddetta Fad. Il termine viene dall’inglese (Fishing aggregative devices) ed indica degli oggetti galleggianti gettati in mare per attirare gli animali marini e massimizzarne la pesca. Questa tecnica però è tutt’altro che selettiva, vengono infatti attirati e pescati tonni troppo giovani, tartarughe marine, squali, mante e delfini, danneggiando irrimediabilmente l’ecosistema.
La crescente sensibilità dei consumatori sulle tematiche ecologiche sta spingendo i produttori di tonno in scatola a ridurre il proprio impatto e a rendere più chiare le informazioni relative ai propri prodotti. L’associazione ambientalista Greenpeace ha esaminato le varie marche di tonno in scatola per capire quali passi in avanti hanno compiuto le aziende.
Sotto la lente di ingrandimento dei volontari di Greenpeace sono finiti venti marchi presenti nei negozi italiani provenienti da 14 aziende diverse. Il principale criterio di valutazione riguarda la presenza delle informazioni necessarie ai consumatori al momento dell’acquisto. I dati richiesti, necessari per poter acquistare il prodotto consapevolmente, riguardano il nome comune della specie di tonno, il nome scientifico, l’area di pesca e il metodo di cattura.
Le aziende che hanno fatto progressi rispetto alla precedente indagine di Greenpeace, risalente al 2011, sono Calvo/Nostromo, Mareblu, Generale Conserve/As do Mar e Conad. Rimandati alcuni marchi come Mare Aperto/STAR e Carrefour. Rispetto al 2011 Coop e Esselunga non hanno compiuto grandi passi in avanti ma il livello di informazione resta buono.
Il dato principale che emerge dall’indagine è il netto aumento delle informazioni fornite dai produttori, in particolare riguardo il metodo di pesca usato, rispetto al 2011, frutto della pressione dei consumatori e dell’opinione pubblica.
Siamo anche su WhatsApp. Segui il canale ufficiale LifeGate per restare aggiornata, aggiornato sulle ultime notizie e sulle nostre attività.
![]()
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.
Uno studio spagnolo innovativo mostra un legame tra il pesticida picloram e l’insorgenza di tumori al colon-retto nella popolazione under-50.
Il mare era al centro dell’attività accademica e del lavoro sul campo di Monica Montefalcone, morta durante un’immersione alle Maldive.
A Strasburgo approvata una risoluzione che adeguerebbe la definizione di violenza sessuale a quella della Convenzione di Istanbul. L’Italia a che punto è?
Il Pnr è stato posto in consultazione pubblica dai ministeri di Ambiente e Agricoltura e dall’Ispra. Si tratta di un documento atteso da decenni.
Energy2act è il progetto che crea un modello di transizione energetica, a partire dalle comunità di quartiere.
Dal 24 al 29 aprile, la Colombia ospita la prima Conferenza internazionale della società civile per l’abbandono dei combustibili fossili: l’Italia c’è.
Situazione in miglioramento, con criticità persistenti in pianura padana, Valle del Sacco, Campania. Ma le nuove direttive obbligano a fare ancora meglio.
Il fenomeno che ha coinvolto il Molise, con forti ripercussioni anche in Puglia, era noto da tempo. Secondo i geologi si sarebbe potuto intervenire.
L’esposizione alle microplastiche ridurrebbe la fertilità. Anche se, ora, un documentario e un’esperta dimostrano che è un processo reversibile.