Un team di ricercatori in Portogallo ha analizzato i polifenoli nell’olio extravergine d’oliva biologico e in quello da agricoltura integrata osservando che sono più elevati in quello bio.
Gli alimenti in grado di prevenire o alleviare il mal di testa ci sono e sono anche efficaci. Tra questi, lo zenzero la fa da padrone. Scopriamo i cibi di cui approfittare e quelli da evitare.
La cefalea colpisce il 20 per cento della popolazione, in prevalenza donne, con un rapporto di quattro a uno rispetto agli uomini. A soffrirne sono almeno 7 milioni di italiani, esclusi gli individui interessati da crisi occasionali.
Talvolta a innescare il mal di testa sono particolari alimenti abbinati quasi sempre a una predisposizione familiare. Quali sono i cibi da evitare? Tutti quelli ricchi di istamina, come i formaggi fermentati e i salumi, e quelli che ne promuovono la liberazione nell’organismo, come cioccolato e fragole.
In America gli alimenti che provocano facilmente mal di testa si chiamano trigger: si tratta di formaggi e latticini, cioccolato, uova, agrumi, carne e pesce grasso di mare, frumento, noci e nocciole, pomodori, cipolle, mais, mele, banane. Tra i trigger peggiori si trova il glutammato monosodico (additivo spesso presente nei dadi), l’aspartame, i nitriti contenuti nei salumi e nelle carni inscatolate (E249, E250, E251, E252 in etichetta), l’anidride solforosa dei vini: ottima la pratica di far ossigenare il vino prima di consumarlo. Si elimina fino al 40 per cento dell’additivo incriminato. Altri cibi da evitare in caso di predisposizione al mal di testa sono fragole, crostacei, frutta esotica, semi oleaginosi, mandorle.
Esiste una sorta di dieta o di alimento anti-cefalea? Lo zenzero è uno dei cibi antinfiammatori per eccellenza ed è molto efficace al riguardo. La radice polverizzata in infusione o miscelata al miele contiene molecole antistaminiche e sostanze narcotiche naturali che diminuiscono la percezione del dolore. Basta mezzo cucchiaino al giorno di radice polverizzata.
Se non si è grandi consumatori di caffeina, si può trarre giovamento anche dal bere caffè, tè o bibite alla cola. La caffeina, infatti, svolge azione analgesica e vasocostrittrice negli stati dolorosi da dilatazione delle arterie cerebrali e può essere d’aiuto in caso di mal di testa da digestione difficile. In eccesso e continuativamente, però, può dar luogo all’effetto contrario, ovvero provocare intossicazione e conseguente mal di testa.
Altri cibi efficaci sono la curcuma, antinfiammatorio con meccanismo analogo a quello dello zenzero, che inibisce diverse molecole “proinfiammatorie” ed è antiossidante. Si usa ogni giorno in polvere su insalate, verdure e pietanze. E infine il peperoncino, per la presenza di capsaicina, che regolarizza la circolazione e inibisce la produzione delle sostanze che trasmettono il dolore.
Un metodo molto efficace per affrontare i mal di testa ricorrenti consiste nell’eliminare i sovraccarichi alimentari. Il sistema immunitario, infatti, reagisce nei confronti degli alimenti troppo presenti nella dieta provocando infiammazioni e cefalee. Particolari test delle intolleranze alimentari consentono di calibrare la corretta assunzione di questi alimenti ed educano l’organismo a non trattare come nocive, sostanze che non lo sono. Ci liberano così dal mal di testa.
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