Sottoscritta da oltre 30 organizzazioni, la petizione punta all’obbligo per i supermercati francesi di rendere accessibili a tutti gli alimenti più sani, vendendoli a prezzo di costo.
Gli alimenti in grado di prevenire o alleviare il mal di testa ci sono e sono anche efficaci. Tra questi, lo zenzero la fa da padrone. Scopriamo i cibi di cui approfittare e quelli da evitare.
La cefalea colpisce il 20 per cento della popolazione, in prevalenza donne, con un rapporto di quattro a uno rispetto agli uomini. A soffrirne sono almeno 7 milioni di italiani, esclusi gli individui interessati da crisi occasionali.
Talvolta a innescare il mal di testa sono particolari alimenti abbinati quasi sempre a una predisposizione familiare. Quali sono i cibi da evitare? Tutti quelli ricchi di istamina, come i formaggi fermentati e i salumi, e quelli che ne promuovono la liberazione nell’organismo, come cioccolato e fragole.
In America gli alimenti che provocano facilmente mal di testa si chiamano trigger: si tratta di formaggi e latticini, cioccolato, uova, agrumi, carne e pesce grasso di mare, frumento, noci e nocciole, pomodori, cipolle, mais, mele, banane. Tra i trigger peggiori si trova il glutammato monosodico (additivo spesso presente nei dadi), l’aspartame, i nitriti contenuti nei salumi e nelle carni inscatolate (E249, E250, E251, E252 in etichetta), l’anidride solforosa dei vini: ottima la pratica di far ossigenare il vino prima di consumarlo. Si elimina fino al 40 per cento dell’additivo incriminato. Altri cibi da evitare in caso di predisposizione al mal di testa sono fragole, crostacei, frutta esotica, semi oleaginosi, mandorle.
Esiste una sorta di dieta o di alimento anti-cefalea? Lo zenzero è uno dei cibi antinfiammatori per eccellenza ed è molto efficace al riguardo. La radice polverizzata in infusione o miscelata al miele contiene molecole antistaminiche e sostanze narcotiche naturali che diminuiscono la percezione del dolore. Basta mezzo cucchiaino al giorno di radice polverizzata.
Se non si è grandi consumatori di caffeina, si può trarre giovamento anche dal bere caffè, tè o bibite alla cola. La caffeina, infatti, svolge azione analgesica e vasocostrittrice negli stati dolorosi da dilatazione delle arterie cerebrali e può essere d’aiuto in caso di mal di testa da digestione difficile. In eccesso e continuativamente, però, può dar luogo all’effetto contrario, ovvero provocare intossicazione e conseguente mal di testa.
Altri cibi efficaci sono la curcuma, antinfiammatorio con meccanismo analogo a quello dello zenzero, che inibisce diverse molecole “proinfiammatorie” ed è antiossidante. Si usa ogni giorno in polvere su insalate, verdure e pietanze. E infine il peperoncino, per la presenza di capsaicina, che regolarizza la circolazione e inibisce la produzione delle sostanze che trasmettono il dolore.
Un metodo molto efficace per affrontare i mal di testa ricorrenti consiste nell’eliminare i sovraccarichi alimentari. Il sistema immunitario, infatti, reagisce nei confronti degli alimenti troppo presenti nella dieta provocando infiammazioni e cefalee. Particolari test delle intolleranze alimentari consentono di calibrare la corretta assunzione di questi alimenti ed educano l’organismo a non trattare come nocive, sostanze che non lo sono. Ci liberano così dal mal di testa.
Siamo anche su WhatsApp. Segui il canale ufficiale LifeGate per restare aggiornata, aggiornato sulle ultime notizie e sulle nostre attività.
![]()
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.
Sottoscritta da oltre 30 organizzazioni, la petizione punta all’obbligo per i supermercati francesi di rendere accessibili a tutti gli alimenti più sani, vendendoli a prezzo di costo.
Una revisione della piramide mediterranea introduce il concetto di cronotipo e le indicazioni per allineare il proprio orologio biologico alla dieta mediterranea potenziandone gli effetti benefici per il metabolismo.
Ospiti del podcast, il campione di trail running Francesco Puppi e la medica esperta in nutrizione Michela Speciani, che hanno parlato di sport e carboidrati.
Il ministero della Salute ha autorizzato temporaneamente l’utilizzo del Dormex nelle coltivazioni di kiwi del Sud. La sostanza è vietata in Italia dal 2008, per la sua tossicità.
Un progetto sul pomodoro da industria raccoglie i primi risultati dopo due anni di sperimentazione sul campo: con l’agroecologia migliora la qualità e l’efficienza produttiva.
Il nuovo rapporto mondiale sul biologico riporta vendite in crescita a fronte di un’estensione stabile delle superfici agricole. La presidente di Federbio sottolinea la necessità di portare avanti la transizione.
I cibi ultra-processati condividono più caratteristiche con le sigarette che con frutta e verdura: secondo i ricercatori, regolamentarli come il tabacco ridurrebbe i rischi per la salute pubblica.
La ong Pan Europe denuncia la presenza di più residui di pesticidi sull’85 per cento delle mele convenzionali europee analizzate.
Ecco i dati diffusi in occasione della 13esima Giornata nazionale di prevenzione dello spreco alimentare e i progetti che salvano il cibo dalla spazzatura.




