A chiedere di non considerare più gli orsi bruni come “specie fortemente protetta” sono Romania, Slovacchia, Croazia, Repubblica Ceca e Finlandia.
Progetti sperimentali, energie rinnovabili, riduzione dell’inquinamento acustico. I due scali milanesi si confermano ai vertici della classifica degli aeroporti più sostenibili.
Lo affermano i dati presentati in questi giorni durante l’incontro
europeo dell’ACI Europe (Associazione
Internazionale degli Aeroporti Europei) e che ha visto la
partecipazione di 50 tra i principali aeroporti europei. Gli scali
milanesi si confermano tra i primi in Europa per la
riduzione delle emissioni di CO2, secondi solo agli
aeroporti svedesi e norvegesi.
La classifica è stata stilata dall’Airport Carbon Accreditation, l’unica
certificazione riconosciuta sulla gestione delle emissioni degli
aeroporti, che valuta e gestisce gli sforzi dei singoli scali per
ridurre e compensare la CO2: Malpensa e Linate si trovano terzi
nell’elenco, con l’obiettivo raggiunto di “Carbon
Neutrality“.
“L’evoluzione tecnologica – ha dichiarato Giovanni Falsina
Responsabile Ambiente di SEA – e la necessità di
essere più razionali sui costi, ci ha portato indubbiamente
ad essere più attenti. Soltanto l’anno scorso, a Linate
abbiamo calato le emissioni di CO2 del 12%, a Malpensa
più del 30%“.
Un aeroporto è come una piccola cittadina. Trasporti,
energia, acqua, rifiuti. Per gestire le risorse bisogna pensare in
grande ed attuare azioni importanti: “Ad esempio – spiega Falsina –
siamo gli unici in Italia a cui l’Enac ha permesso di spegnere le
luci di una pista di notte, con dei vantaggi notevoli, senza
naturalmente incidere sulla sicurezza dei voli”.
Interessante poi la nuova procedura per i rifornimenti, effettuati
direttamente nei piazzali, che permette così di ridurre gli
spostamenti dei mezzi o la sperimentazione recentemente adottata di
una nuova copertura di asfalto mangia smog.
Malpensa e Linate saranno inoltre banchi di prova per due progetti
europei volti alla riduzione dei consumi energetici e
all’efficienza. Il primo, chiamato S4EeB (Sounds for
Energy-efficient Buildings), permette di ridurre i consumi di
energia grazie al rilevamento acustico, rilevando il grado di
occupazione delle persone nei vari locali aeroportuali. “Tecnologia
avanzata – assicura Vladimir Vukovic, responsabile del progetto – e
molto conveniente a livello di costi, che porterebbe ad un
risparmio del 5-10% d energia utilizzata”.
Cascade invece si basa sul controllo
intelligente degli sprechi, praticamente una gestione efficiente
dell’energia, grazie all’identificazione in real-time dei punti
deboli della rete e in grado così di risparmiare fino al 20%
dei consumi energetici.
Volare non sarà uno dei modi più ecologici di
viaggiare, anzi. È innegabile però che, sia chi
gestisce gli scali, sia le compagnie aeree, si stia dirigendo verso
una pista che pare tinta sempre più di verde.
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