Lo chef italiano Massimo Bottura, il cui ristorante a Modena è fra i migliori al mondo, è stato nominato ambasciatore delle Nazioni Unite contro lo spreco di cibo.
“Ho seguito le mie passioni per oltre trent’anni per riuscire a trovare la mia voce. È venuto il momento di usarla per rendere visibile l’invisibile”. Di sicuro lo chef modenese Massimo Bottura, che il 30 settembre ha compiuto 58 anni, ha lottato per affermarsi nel mondo dell’alta cucina – dall’infanzia trascorsa “sotto al tavolo” dove sua nonna Ancella tirava la sfoglia fino alla scelta di rilevare nel ’95 l’Osteria francescana, classificatasi come migliore ristorante al mondo nel 2016 e nel 2018 e premiata con tre stelle Michelin.
We're thrilled to welcome @massimobottura as UNEP Goodwill Ambassador!
Massimo has been recognized as a social entrepreneur for his commitment to the fight against food waste & social isolation.
Un po’ come lo zio dell’eroe dei fumetti Peter Parker, anche Bottura è convinto che “da un grande potere” derivino “grandi responsabilità”. Tant’è che il Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente (Unep) lo ha nominato ambasciatore di buona volontà contro lo spreco alimentare, scegliendolo come testimonial per intensificare la lotta contro questo problema e la ricerca di soluzioni a livello internazionale. Stando ai dati diffusi finora, nel mondo si sprecano 1,3 miliardi di tonnellate di cibo all’anno: un terzo di quello che viene prodotto. Pensare che sono circa 690 milioni le persone che soffrono la fame. Inoltre, la perdita di risorse alimentari comporta ripercussioni sull’ambiente perché genera circa l’8 per cento delle emissioni globali di gas serra.
“Ringrazio le Nazioni Unite per questa incredibile opportunità e farò di tutto per mantenere fede all’impegno perché, come diceva l’artista Joseph Beuys, la rivoluzione siamo noi”, ha dichiarato Bottura. Lo chef è noto da tempo per il suo impegno nel contrasto allo spreco attraverso progetti di inclusione sociale. Nel 2016 ha fondato, insieme alla moglie Lara Gilmore, l’associazione no-profit Food for soul allo scopo di promuovere un equo sistema alimentare puntando sul valore del singolo individuo. Grazie all’associazione, Bottura ha inaugurato a Londra il refettorio Felix, una mensa che offre pasti ai più bisognosi cucinando piatti a partire dagli scarti alimentari.
Cosa significa per Bottura essere uno chef
Altri progetti firmati dallo chef modenese sono il Tortellante, laboratorio terapeutico-abilitativo dove giovani e adulti nello spettro autistico imparano a produrre pasta fresca fatta a mano, e la web serie Kitchen quarantine, ideata in realtà dalla figlia Alexa per condividere senza filtri la loro vita familiare durante il lockdown. Per Bottura, un cuoco deve rappresentare qualcosa “di più della somma delle sue ricette”. Impossibile negare che lui ci sia riuscito.
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